
L’assemblea dei soci Carife in cui si deliberò l’aumento di capitale nel maggio 2011
“Aver organizzato un aumento di capitale di 150 milioni di euro è un atto criminale”. Sono le durissime parole che sono uscite dalla bocca il procuratore generale di Bologna, Ignazio De Francisci, a proposito di Carife in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario per il distretto dell’Emilia Romagna.
Il procuratore nella sua relazione ha parlato dopo il presidente della Corte d’appello Giuseppe Colonna. Questi ha toccato vari punti, dalla richiesta al ministro di un polo penale all’ex Maternità di via D’Azeglio a Bologna, alle critiche sul precariato nel mondo della la giustizia, dal rimprovero sui troppi reati prescritti, all’enorme mole di procedimenti per il riconoscimento della protezione internazionale.
Ma il j’accuse più forte è proprio quello del procuratore generale che, riporta l’agenzia Agi, a proposito della banca ferrarese, ha detto che “viene quasi da rimpiangere la legge bancaria del 1936, mirabile esempio di tecnica legislativa, e le conseguenze penali che derivavano per chi faceva uso sconsiderato dell’attività’ creditizia”.
“Pur nel doveroso riserbo sul merito – ha aggiunto De Francisci – non posso non citare il caso delle indagini sulla Cassa di Risparmio di Ferrara, tuttora in corso, portate avanti con encomiabile impegno dalla Procura della Repubblica del luogo. Al di là delle singole responsabilità penali, di per sé gravi – ha precisato il pg – va posto in luce in questa sede che l’aver organizzato un aumento di capitale di 150 milioni di euro, fatto sottoscrivere a clienti piccoli o piccolissimi, poi interamente bruciato per operazioni scellerate, è un atto criminale dalle conseguenze su tutta la popolazione, ingannata e derubata con un danno sociale elevatissimo”.
L’aumento di capitale tanto contestato è quello del maggio 2011. In quell’occasione l’assemblea straordinaria dei soci Carife approvò all’unanimità la delibera dell’aumento del capitale sociale a pagamento fino all’importo massimo di 150.220.329 euro, comprensivo di sovrapprezzo, riservato in opzione agli azionisti della Cassa di Risparmio di Ferrara, nel rapporto di 7 azioni per ogni 34 possedute da ogni socio prima dell’aumento.
La delibera venne approvata da 167 soci aventi diritto per 23.527.788 azioni, rappresentanti il 67,72 per cento del capitale sociale. L’operazione prevedeva l’emissione di 7.153.349 azioni ordinarie ad un prezzo di sottoscrizione unitario di 21 euro, che incorporava uno sconto di circa il 30%.
Il magistrato sembra così rispondere alle richieste di tanti clienti Carife finiti “azzerati”: “è giusto sapere presto chi siano i responsabili; parimenti è giusto sapere chi siano i grandi clienti della stessa Carife che non hanno onorato i loro debiti causando di fatto la distruzione della banca”.
Infine un’assicurazione e una promessa. “La procura generale farà tutto il possibile – ha concluso De Francisci – per aiutare la procura di Ferrara in questo gravoso impegno nel quale è validamente supportata dalla guardia di finanza che per ciò ringrazio”.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com