Si sarebbe allontanato dalla Salus per prelevare del denaro che gli sarebbe servito per acquistare un caffè al bar interno all'ospedale privato. È stata questa la giustificazione che il detenuto italiano di 51 anni ha fornito ai carabinieri che lo avevano arrestato per evasione
In tribunale a Ferrara, dove si stava svolgendo un delicato processo, terminato con la condanna in primo grado di un 30enne per violenza sessuale e lesioni, è emersa la notizia di uno stupro di gruppo rimasto segreto fino a oggi
Un'ora di fuga, poi il rientro spontaneo. Si è conclusa senza particolari conseguenze la breve evasione di un detenuto ricoverato all'ospedale privato Casa di Cura Salus di via Arianuova
Ci sono altre 58 richieste di insinuazione al passivo, vale a dire quelle presentate dai creditori tardivi, per il fallimento della Spal Srl di Joe Tacopina e Marcello Follano. Il valore complessivo delle nuove pretese ammonta a circa 6 milioni e 200mila euro, una cifra che va a incrementare in modo rilevante il volume complessivo delle spettanze rivendicate
Gli investigatori della Squadra Mobile hanno arrestato un cittadino straniero accusato di spaccio di droga al termine di un’operazione condotta nella zona Gad
“Shottini” a elevato contenuto di alcol venduti anche ai minorenni, senza alcun controllo della loro età. Per questo il questore Antonio Sbordone ha deciso di far chiudere il pub Lobo Loco di via Borgo di Sotto e denunciare la titolare.
Il provvedimento basato sull’articolo 100 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza è stato emesso il 16 novembre e nasce da una denuncia sporta dalla madre di una ragazzina di 13 anni: secondo le indagini della polizia di stato di Ferrara e della squadra di polizia amministrativa il 24 settembre, un sabato sera, la giovane si era recata con un gruppo di amici presso il Lobo Loco dove avrebbe bevuto ben 18 “shottini“, finendo ricoverata in ospedale per due giorni, con dolori lancinanti allo stomaco e alla testa e vomito per via di un’intossicazione da alcool e costretta a due settimane di cure. Il locale – da quel che risulta – non fu scelto a caso ma proprio per il controllo inesistente sull’età dei consumatori da parte dell’esercente.
Per questo è scattata anche una denuncia a carico di G.M.A., 29 anni, titolare del locale, con la contestazione di aver consentito anche ai minori di bere superalcolici, non chiedendo quasi mai i documenti in violazione della normativa (il decreto Balduzzi de 2012).
Da questo gravissimo fatto, sono scaturite le indagini della Polizia di Stato coordinate dal vice questore aggiunto Pignataro e dalla sua squadra che ha subito accertato che il locale pubblicizzava la sua attività con somministrazione di “shottini” al costo di un euro, al fine di attirare proprio i più giovani.
Non è l’unico locale di Ferrara che è stato controllato e sono tutt’ora in corso altre indagini con la collaborazione tra polizia di stato e polizia municipale.
Le indagini sembrano puntare sul fenomeno del binge drinking, l’assunzione di bevande alcoliche in tempi molto ristretti in modo da raggiungere presto uno stato di ubriachezza, che negli ultimi anni ha visto la soglia d’età abbassarsi notevolmente, favorito proprio dalla somministrazione di alcool a basso costo e dagli scarsi controlli effettuati da alcuni esercenti.
La polizia ha effettuato servizi di osservazione in diversi locali considerati a rischio ma l’attenzione si è ben presto concentrata negli ultimi due mesi sul Lobo Loce, dove alcuni servizi mirati hanno consentito di riscontrare che i minori bevevano super alcolici con regolarità senza che la titolare del pub chiedesse loro il documento di identità. L’attività è stata anche filmata.
Gli investigatori della Polizia di Stato hanno quindi proceduto a sentire, alla presenza dei rispettivi genitori, alcuni minori “pizzicati” a bere che hanno confermato l’abitudine di consumare superalcolici. Dalle sommarie informazioni e dalle confidenza è emerso che a bere si comincia a 11 anni, molto prima rispetto a qualche tempo fa. I genitori di alcuni di questi ragazzi sentiti dalla questura sono rimasti esterrefatti e, come spesso accade in casi analoghi, erano completamente ignari del fatto che i loro figli (ragazzi e ragazze di età compresa tra i 12 e i 14 anni) fossero soliti nelle uscite serali al consumo di “shottini”.
La titolare del Lobo Loco è stata denunciata alla procura per somministrazione di bevande alcoliche a minori e lesioni personali (per l’intossicazione della 13enne), reati aggravati perché commessi più di una volta.
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