Doveva lasciare l’Italia, lo trovano a Mesola: 38enne finisce in carcere
Doveva scontare oltre quattro mesi per fatti avvenuti a Bologna nel 2022. Durante i controlli è emerso anche un decreto di espulsione rimasto senza seguito
Doveva scontare oltre quattro mesi per fatti avvenuti a Bologna nel 2022. Durante i controlli è emerso anche un decreto di espulsione rimasto senza seguito
Nei suoi dispositivi oltre diecimila immagini e video. Dopo l'arresto il giudice dispone i domiciliari
Controlli rafforzati nei giorni scorsi nel quartiere Giardino e nell'area della stazione, dove la Polizia locale ha identificato 30 persone e controllato 19 automobilisti e dieci conducenti di monopattini elettrici
Sono stati controllati complessivamente 121 veicoli, mentre le infrazioni contestate ammontano a 106: fra queste, alcune per mancato utilizzo delle cinture di sicurezza e altre per l’uso del telefono durante la marcia
Nella serata di ieri, venerdì 25 settembre, i Carabinieri della Stazione di Ferrara hanno arrestato un 27enne, accusato di spaccio di sostanze stupefacenti, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale
Porta la ex compagna a processo perché non gli avrebbe mai versato gli assegni di mantenimento, finisce condannato alle spese, al risarcimento dei danni e con gli atti trasmessi alla procura.
Entrambi sulla sessantina, entrambi già separati, dopo di circa 20 anni di convivenza una coppia di Ferrara decide di porre fine alla relazione. E qui nascono gli attriti maggiori: lui dice di essere praticamente nullatenente e chiede che sia lei a versare gli assegni di mantenimento.
Il giudice civile, sulla base degli primi documenti, gli dà anche ragione: gli obblighi di assistenza familiare spettano alla sua ex compagna. Ma la cosa si sposta rapidamente in sede penale: dopo un po’ di tempo lui la denuncia per il mancato versamento degli assegni e si costituisce parte civile tramite l’avvocato Gianluigi Carpeggiani.
E qui accade che la storia si ribalta completamente. La signora – difesa dall’avvocato Alberto Bova – riesce a dimostrare che l’ex compagno in realtà si era disfatto dei suoi averi in modo fittizio, intestando, ad esempio, la sua impresa ai figli avuti da un precedente matrimonio, per risultare incapiente e ricevere gli assegni di assistenza. Nel processi emerge che il suo tenore di vita è troppo alto rispetto al basso reddito dichiarato. Nel frattempo anche il giudice civile rivede la sua decisione e decide che quegli assegni deve essere lui a versarli.
Il pm, Giuseppe Tittaferrante, chiede l’assoluzione per l’imputata e la sentenza del giudice Franco Attinà è a favore della signora. Ma c’è qualcosa in più: l’uomo – che ricordiamo si era costituito parte civile – viene condannato alle spese legali e al risarcimento del danno, 5mila euro. “Non mi era mai successo”, commenta l’avvocato Bova, “mai capitato che condannassero il querelante alle spese legali e al risarcimento del danno”.
Non solo, il giudice ha disposto il trasferimento degli atti alla procura affinché indaghi nei suoi confronti: non ha specificato per quali reati, ma l’avvocato Bova, che pure aveva avanzato tale richiesta, aveva chiesto venisse fatto per falsa testimonianza e calunnia nei confronti della ex.
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