Piano Opere 2026. Più di 30 milioni per rigenerare la città
Priorità a rigenerazione urbana, manutenzione delle strade, strutture sportive e scolastiche. Il vicesindaco Balboni: "Per una Ferrara che cresce affrontando le sfide del presente"
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Lo spostamento del mercato del lunedì è un "disastro". A dichiararlo è Confesercenti e i tanti operatori che denunciano una riduzione degli incassi tra il 70% e l'80%, un vero e proprio crollo
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La delibera più contestata di tutta questa consigliatura. Basta la definizione di Matteo Fornasini (Fi) a dare un’idea di come sia andata la discussione di quasi tre ore relativa al nuovo regolamento comunale per l’occupazione di suolo pubblico, che aveva già scaldato gli animi in commissione consiliare. Il dibattito, partito con toni forti mano a mano scemati, si è concluso come ci si poteva aspettare: la delibera è stata approvata con 21 voti a favore del Pd, Sel e Fc contro gli 11 voti contrari del M5S, Gol, Lega Nord e FI.
Prima ancora della presentazione del regolamento da parte dell’assessore al Commercio Roberto Serra, è intervenuto il consigliere Fornasini che ha chiesto la sospensione del dibattito con ritiro del documento “per approfondire questa delibera alquanto bizzarra, contestata fortemente da maggioranza, opposizione e associazioni di categoria”.
La richiesta di rinvio è stata appoggiata da Francesco Rendine (Gol), l’unico dell’opposizione a partecipare alla riunione dei capigruppo indetta un’ora prima per discutere l’enorme mole degli emendamenti, per la precisione 14, presentati dallo stesso Pd (8, tutti accolti), dal M5S (uno respinto), da Fi (4 emendamenti, di cui 1 non ammesso e 3 respinti) e da Ferrara Concreta (uno accolto). “Quando il numero di emendamenti supera come sostanza e rilevanza quanto era stato discusso nella delibera originale, si capisce che un istante di confronto, ripensamento e analisi seria debba essere fatto” tuona Rendine.
Un pensiero a cui si associa anche Ilaria Morghen (M5S) che definisce questa situazione “frutto di un’arroganza distopica del partito di maggioranza che serve a coprire un atto irregolare, partorito da burocrati che si sono messi a tavolino senza considerare le esigenze reali dei cittadini”. Ma la dura critica della grillina non finisce qui: “Questa delibera demenziale va riscritta insieme alla città e ai rappresentanti delle categorie che Serra dovrebbe servire”.
Non ci va più leggero Paolo Spath (FdI): “Questa delibera è politicamente spazzatura e rappresenta un cortocircuito gravissimo della giunta che usa il presidente del consiglio come strumento della maggioranza”. È poi la stessa maggioranza ad intervenire, per bocca di Luigi Vitellio (“quando vincerete le elezioni potrete utilizzare il vostro metodo”), Girolamo Calò (“tutto previsto dal regolamento del consiglio comunale”), Leonardo Fiorentini (“non ci sono stati errori di procedura ma difetto nel metodo che è stato ampliamente giustificato”) e Alberto Bova (“l’ignoranza regna regina, per quanto riguarda i contenuti voi siete zero”).
La proposta di sospensione viene ovviamente bocciata. Si passa alla discussione degli emendamenti, sollecitati dalla Federazione dei Pubblici Esercizi per regolarizzare la questione delle distese: non vale più il rapporto 1:1 tra superficie esterna e quella interna; le distese dovranno seguire gli orari di apertura già applicati dai locali; le attività di gastronomia potranno avere solo piani di appoggio esterni, senza i classici tavoli e relative sedute e senza il servizio al tavolo. Tra i diversi punti è stato ottenuto lo spostamento al 2023 per la revisione delle distese permanenti oltre ad una maggiore chiarezza per la parte igienico sanitaria e accessibilità per i disabili.
Anche gli emendamenti non piacciono all’opposizione: “L’allargamento della possibilità di inserire i tavolini, di cui non c’era bisogno, serve solo per fare cassa” commenta Fornasini spalleggiato dal collega Vittorio Anselmi, secondo cui “le limitazioni d’orario non sono legali” e “c’è da vergognarsi nel proporre tra i prototipi, arredi che si trovano in qualsiasi mercatone”.
Tra le polemiche, infine, il mancato confronto con le associazioni di categoria. L’assessore Serra diceva di aver rimediato negli ultimi giorni, e i commenti giunti da Fipe ed Ascom gli danno ragione: “Sono state accolte tutte le nostre richieste nel nuovo testo della delibera e riportato tutto quanto nell’alveo corretto della vigente normativa nazionale. Si è evitato così una concorrenza sleale ai danni dei nostri pubblici esercizi ed il caos sulle distese nel nostro centro storico. La strada della collaborazione deve continuare per perfezionare il testo approvato”.
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