Economia e Lavoro
10 Maggio 2015
Il consigliere renziano: "Il Comune ha sempre ridotto la spesa, ora può aumentare le tasse per investimenti"

Marattin: “Aumento Imu e Irpef, scelta legittima”

di Elisa Fornasini | 4 min

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OLYMPUS DIGITAL CAMERA“Non entro nel merito delle scelte del Comune perché non sono più di mia competenza, ma da parte mia c’è massima fiducia sia nel sindaco Tagliani sia nella giunta che legittimamente possono decidere di aumentare le tasse, anche di una cifra superiore a quella richiesta dal governo, per fare investimenti”. È un Luigi Marattin abbottonato quello che si presenta al confronto tra giovani politici e Giovani Imprenditori di Confcommercio, che questa mattina nella nuova sala congressi di Ascom ha visto a confronto il consigliere economico della Presidenza del Consiglio, la portavoce nazionale Ncd Valentina Castaldini, il consigliere comunale FdI Paolo Spath, il segretario provinciale Pd Luigi Vitellio e la presidente dei Giovani Imprenditori Simona Salustro.

Il consigliere economico di Renzi si mostra reticente nel commentare l’aumento di 8 milioni di tasse previsto dall’amministrazione, prima imputato all’innalzamento del Patto di Stabilità, smentito dall’inchiesta di Estense.com, e poi ai residui di lavori ancora da pagare.

“Se oggi ci troviamo in questa situazione è merito o colpa di chi ha amministrato il bilancio fino a 12 mesi fa” è la frecciatina, non tanto velata, lanciata all’ex assessore da Spath, secondo cui “l’aumento di Irpef e Imu non è la risposta giusta per chiudere e pagare i lavori iniziati negli anni precedenti”. “Non possiamo dire che pagherà sempre qualcun altro – replica Vitellio – perché le tasse sono l’unica leva fiscale che ci permette di affrontare il problema di copertura degli investimenti, un trascinamento iniziato col terremoto del 2012”.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAUna polemica che Marattin cerca di smorzare quasi fosse un monito per chi ha la memoria corta: “Quando il governo taglia i trasferimenti agli enti locali, questi ultimi hanno due scelte: o ridurre la spesa o alzare le tasse. Ferrara ha tagliato la spesa corrente del 20% dal 2009, ha ridotto il debito di 50 milioni, è stato l’unico Comune a diminuire l’addizione Irpef nel 2013. Ora lo Stato taglia altri 2,9 milioni e sono tanti per un Comune che ha sempre risposto riducendo la spesa di decine di milioni di euro, quindi l’amministrazione può legittimamente decidere di aumentare le tasse, anche di una cifra superiore a quella tagliata dal governo, perché ha altre esigenze. Sono scelte discutibili o meno ma sono legittime, basta che vengano spiegate chiaramente”.

“Saranno anche scelte legittime – torna all’attacco Spath – ma Tagliani non ha spiegato chiaramente le motivazioni del recupero di 8 milioni di euro; ora che il Patto di Stabilità è calato bisogna spiegare in maniera trasparente gli investimenti, che possono essere perpetuati non alzando le tasse ma vendendo ai privati il patrimonio pubblico”. Inevitabile il riferimento della rinuncia a vendere quasi 6 milioni di azioni Hera ma anche qui il consigliere renziano non si sbottona: “Se il Comune ha deciso di non vedere le azioni Hera è una decisione che va rispettata e ne verranno affrontate le conseguenze”. “Una leva per la riduzione potrebbe essere il rapporto tra pubblico e privato” suggerisce il direttore generale di Ascom Ferrara Davide Urban, portando a esempio la riqualificazione di piazza della Repubblica come “piazza del gusto” che, dopo l’evento pilota di oggi pomeriggio, verrà premiata da Unioncamere a ottobre come “primo contratto di rete che mette a lavoro pubblico e privato per il bene comune”.

“La riqualificazione di piazza della Repubblica è un pezzo del copione del nuovo film dove gli spettatori si mettono in gioco e diventano attori” commenta Marattin, riprendendo la metafora sul cinema lanciata da Salustro che si chiedeva se i giovani imprenditori stanno vivendo un intervallo tra un primo e un secondo tempo con lieto fine, o sono già protagonisti di un secondo tempo a cui dopo seguiranno i titoli di coda, dato che “noi giovani imprenditori siamo il futuro del Paese ma siamo i primi su cui ricadono le scelte di voi politici, chiediamo solo di essere meno vessati e di avere una concorrenza leale”. Una fortunata metafora cinematografica ripresa in tutto il dibattito dai giovani politici, in particolare dal neo segretario provinciale del Pd secondo cui “il film è finito nel 2013, quando un italiano su 4 ha scelto di votare un comico per lanciare un segnale forte che la politica doveva cambiare. Ora la politica deve fare il salto di qualità”.

IL COMMENTO DI MARATTIN

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