Dario Franceschini ha deciso di rompere il silenzio sulla malattia con cui convive dal novembre 2020. Il senatore del Partito Democratico, ex segretario del partito ed ex ministro della Cultura, ha raccontato al Corriere della Sera di avere il Parkinson
Un uomo di 38 anni è rimasto ferito in modo grave in un incidente stradale avvenuto in mattinata, attorno alle 7.10, in via Giuseppe Fabbri, a Torre Fossa. Lo scontro ha coinvolto un'automobile e una motocicletta, che si sono scontrate frontalmente
Ferrara continua a immergersi nelle atmosfere del Medioevo con la Giostra del Monaco, la tradizionale rievocazione storica organizzata dalla Contrada di San Giacomo
Latitante da mesi era stato scoperto grazie a un selfie. L'uomo era in vacanza ad Amalfi e non ha resistito alla tentazione di scattarsi un selfie con l'incantevole golfo sullo sfondo
Il video ripreso da Riccardo Gennari di Wolf Group Italia racconta uno dei rischi per i giovani esemplari che crescono nel nostro territorio: "Qui c'era il rendez-vous del branco"
(foto di Alessandro Castaldi)
Manca ancora la “Ragazza in camicia di Picasso”, icona della mostra, in attesa dalla Tate Gallery, e qualche telo copre ancora alcune opere. Ma l’allestimento procede spedito per permettere l’apertura senza intoppi de “La rosa di fuoco. La Barcellona di Picasso e Gaudí”.
Nella nuova mostra di Palazzo Diamanti, aperta dal 19 aprile al 19 luglio, il protagonista è un pezzetto d’epoca. Quello a cavallo tra Ottocento e Novecento, quello nato dalle ceneri della Rosa di fuoco, Rosa de foc, come chiamavano in gergo gli anarchici la loro Barça.
È il 1888 quando la maggiore città della Catalogna divampa di attentati. Gli storici contano 33 chiese e 22 conventi bruciati. È solo un assaggio di quanto avverrà durante la “semana tragica”.
Le classi operaie insorgono contro il richiamo delle truppe di riserva destinate alla guerra in Marocco. Il rifiuto era previsto, pena una carissima ammenda, appannaggio solo dei ricchi. È la miccia di disuguaglianza che fa esplodere violente contestazioni, sedate nel sangue. Era l’ultima settimana di luglio del 1909.
In questo lasso di tempo racchiuso nei due episodi si colloca a livello temporale la serie di opere selezionate dai curatori Tomàs Llorens e Boye Llorens. Perché a quel fuoco che bruciava la città corrispose un fuoco artistico, il Modernismo, che divampò nelle varie arti, dalla poesia alla pittura (Pablo Picasso su tutti) all’architettura, con Antoni Gaudì che plasmò a suo piacimento parchi e palazzi di Barcellona.
Accanto a loro ci sono artisti come Ramon Casas, Santiago Rusiñol, Hermen Anglada-Camarasa, Isidre Nonell. Tutti figli della “temperatura di quel tempo”, come si esprime il curatore Tomàs Llorens. Una temperatura che guarda più a Parigi che a Madrid, sia nello stile artistico che di vita. Ecco infatti le prime sale esporre “lo spazio pubblico”, il contrasto tra la vita quotidiana delle classi meno abbienti e il luccicore della Barcellona di notte, con i suoi caffè e locali notturni lungo le Ramblas e nel Barrio Gotico. Qui poeti, intellettuali, pittori avevano base a Els Quatre Gats e da qui partivano, non solo con l’immaginazione, per Parigi.
L’influenza della Ville lumiere è presente nelle sale mediane, dove alle prevalenti raffigurazioni femminili (“spazio dell’intimità”) subentra “la natura di un mondo interiore – come la descrive Llorens -, figlia della concezione musicale wagneriana”. Un’intera sala è affidata al tema della “Culpa”, alle femmes fatales e ai loro, spesso tragici, amori.
Ne fu testimone Picasso, che perse un amico, suicida per la disperazione di non esser contraccambiato. A lui dedicò il “Ritratto di Gustave Coquiot” al centro della terzultima sala.
L’esposizione termina con “Il blu. I miserabili”, “il colore scelto da Picasso e dai suoi amici per esprimere il dolore e la solitudine che il progresso si lasciava dietro nella sua marcia trionfante”.
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