Cronaca
14 Dicembre 2014
Il Comitato chiederà al sindaco di “togliere la decisione dal tavolo e partecipare al dialogo”

Esternalizzazioni, genitori “decisi, ma non irragionevoli”

di Redazione | 4 min

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unnamed (23)di Silvia Franzoni

La prospettiva di esternalizzazione che incombe sull’asilo nido Pacinotti e sulla materna Jovine ha dato adito, negli ultimi giorni, ad un rimbalzo di notizie che ha creato non poca confusione: il Comitato ‘Bambini fuori dal Comune’, costituito dai genitori dei piccoli che frequentano le già citate scuole d’infanzia, si è dunque ritagliato lo spazio necessario al chiarimento e alle precisazioni durante la conferenza stampa tenutasi questa mattina. Al tavolo si siedono Marco Bersanetti, Massimiliano Ruggeri, Leonardo Punginelli, Francesca Aguiari e Nicola Abbasciano (“classe ’71”, precisa per evitare fraintendimenti con un omonimo), “genitori di futuri cittadini – specificano – che intervengono per partecipare alla cosa pubblica riguardo ad un tema che tocca l’intera cittadinanza”: la questione delle esternalizzate, quindi, viene sviscerata punto per punto.

La successione degli eventi si articola a partire dal 18 novembre quando, durante una riunione tenutasi con il dirigente ed il direttore dell’Istituzione scolastica Donatella Mauro e Mauro Vecchi, i genitori dei bambini frequentanti la Pacinotti e la Jovine vengono “casualmente a conoscenza”, sottolineano gli stessi, “della possibilità di esternalizzazione”. Messi al corrente “di un discorso che Mauro e Vecchi hanno detto apertosi già dall’estate – spiega Francesca Aguiari – e dunque verosimilmente intavolato prima delle iscrizioni”, i genitori inviano una richiesta di incontro con il Sindaco Tagliani e all’assessore Felletti: la Posta Certificata attesta che la richiesta è stata “accettata dal sistema ed inoltrata” la mattina del 5 dicembre. Nei giorni successivi le commissioni prima (1 dicembre) ed il consiglio comunale poi (9 dicembre) approvano il Bilancio preventivo 2015 per l’Istituzione scolastica, ed il sindaco Tagliani dichiara che la richiesta del Comitato bambini fuori dal Comune è “stata protocollata il 10 dicembre ed è avvenuta a delibera già approvata”: l’esternalizzazione, prima “eventualità”, è ora realtà.

unnamed (24)La scelta di affidare la gestione delle scuole d’infanzia a cooperative risulta dalla sofferenza del bilancio comunale per l’Istituzione scuola, ritenuto risanabile attraverso l’esternalizzazione della Pacinotti e dalla Jovine (che comporterebbe, secondo dati del Comune, un risparmio di 200mila euro a regime) e della statalizzazione (“ma non c’è alcun placet dello Stato – interviene Francesca Aguiari – e quindi probabilmente verrà chiusa”) di una sezione della materna Guido Rossa, azione che porterebbe a 500mila euro annui il risparmio. “Ridurre il discorso complessivo ad una sfera economica non ci piace”, chiosa Francesca Aguiari, ed il Comitato auspica piuttosto che si parli “di principi e di modelli, e non di bilancio” e che si faccia davvero chiarezza sugli effettivi risparmi (“i dati dei sindacati parlerebbero – replicano – di un aggravio”), sulle metodologia di appalto per le cooperative, sulle garanzie di gestione e di controllo degli educatori.

I genitori, poi, respingono al mittente le accuse di chi li vuole dubbiosi sulla professionalità delle insegnanti messe in campo dalle coop (“anzi, ci chiediamo perché queste – replicano – dovrebbero essere pagate 300 euro in meno”), e tornano a dirsi preoccupati per “il cambio di ambiente formativo”. Incalzati dai giornalisti, i portavoce di un dissenso che accomuna molti cittadini (la raccolta firme iniziata dal Comitato ha già raccolto informalmente più di 500 firme) indicano alcune soluzioni alternative, le quali sottendono però “a delle informazioni che speriamo di ricevere il 16 dicembre, durante l’incontro con il sindaco”.

unnamed (22)L’imprecisione di dati e numeri, infatti, è imperante, e il Comitato avanza sì la proposta di “agire sull’addizionale Irpef o sul tema dell’implemento delle rette per le fasce medio-alte”, ma torna a ribadire “che sono ipotesi basate su dati non precisi, che non ci è chiaro il problema né i principi fondanti la scelta intrapresa”. Quello che invece è certo è che “noi ci mobilitiamo – evidenzia Leonardo Punginelli – anzitutto per come si è arrivati a questa decisione: senza alcun processo di partecipazione dei genitori”: il comitato tuona infatti più volte che “il coinvolgimento dei genitori è stato solo per informazione”, e che dunque il processo decisionale abbia depennato “messo i genitori – interviene Nicola Abbasciano – di fronte ad una decisione già presa, all’aut aut ‘si esterna lizza o la scuola chiude’”. La richiesta avanzata è dunque quella di “togliere la decisione dal tavolo – continua Punginelli – e aprire un percorso che sia di vero ascolto reciproco”: la questione si pone anche sul piano etico, perché “sono state cambiate le carte in tavola – spiega Massimiliano Ruggeri – e la scelta di affidare i nostri figli ad un determinato percorso formativo, che è quello della scuola pubblica, è una sorta di contratto che ha validità assoluta dal punto di vista etico”.

Convinti e decisi, non irragionevoli né disfattisti, i genitori concludono poi dicendosi mossi “da principi ideologici ben precisi – spiegano – ciò che la scuola o è pubblica, o è privata: siamo preoccupati dagli ibridi, da una scuola a gestione indiretta, e quello che oggi interessa la Pacinotti e la Jovine, domani potrebbe interessare altre scuole d’infanzia ”.

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