Cronaca
9 Maggio 2014
Per due militari l’accusa è di peculato. La difesa: nessun danno allo Stato

Regalavano armi agli amici, carabinieri a processo

di Marco Zavagli | 2 min

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adminCopparo. Secondo l’accusa regalavano ad amici le armi che invece avrebbero dovuto distruggere. È iniziato ieri il processo per peculato a carico di due carabinieri, l’ex comandante della stazione di Copparo, Francesco Degosciu (oggi in pensione), e l’appuntato Franco Trevisanellio, addetto alle armi. Con loro alla sbarra ci sono anche Daniele Bressan, titolare del ristorante Spiga D’oro, e Antonio Migliozzi, ex capo sicurezza della Berco.

Si è tenuta ieri l’udienza filtro per l’ammissione delle prove e delle liste testi davanti al tribunale collegiale e al pm Nicola Proto.

La procura – che a suo tempo approfondì una segnalazione anonima – sostiene che alcune delle armi da rottamare di cui i militari venivano in possesso (è normale procedura che i privati le consegnino in caserma per lo smaltimento), anziché essere avviate a distruzione, diventavano graditi omaggi per gli amici. In questo modo Bressan ottenne 17 pezzi, Migliozzi 2.

La difesa (gli avvocati Massimo Bissi, Alessandro Veronesi, Erica Facchini e Alberto Bova) fa notare che a volte erano gli stessi privati che consegnavano le armi a dare espresso consenso all’eventuale cessione, e che gli omaggi in realtà avrebbero fatto risparmiare alla pubblica amministrazione il costo molto oneroso del loro rituale smaltimento. Da questo ne discende l’assenza di una danno allo Stato e, di conseguenza, la mancata integrazione della fattispecie del peculato.

Il tribunale ha rinviato el parti ad ottobre, quando verranno sentiti i testi del pubblico ministero.

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