Fermato dopo uno spinello, scoperto con tablet rubato e ordine di espulsione
Gli agenti seguono un 30enne sospetto da viale IV Novembre a corso Piave: recuperata refurtiva e accertate violazioni
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Un giovane è stato denunciato per tentato furto dalla Polizia dopo aver cercato di sottrarre merce da un negozio di abbigliamento all’interno di un centro commerciale
Stava andando con la moglie verso Ferrara per assistere alla partita Acli San Luca – Formignana, play off di Terza categoria, dove gioca il figlio, studente all’università di Ferrara
La Comunità di energia rinnovabile (Cer) della cooperativa Castello Green House ha ottenuto l'autorizzazione alla prima configurazione di autoconsumo collettivo: un passaggio chiave che apre ufficialmente la fase di sviluppo del progetto
Si è concluso nei giorni scorsi, presso la Sala Paola Ricci dell’Ecomuseo della Bonifica di Marozzo, l’incontro dal titolo “Migranti e migrazioni nel Delta del Po” ha analizzato il modello di accoglienza della Salvi Vivai di Lagosanto
Copparo. Secondo l’accusa regalavano ad amici le armi che invece avrebbero dovuto distruggere. È iniziato ieri il processo per peculato a carico di due carabinieri, l’ex comandante della stazione di Copparo, Francesco Degosciu (oggi in pensione), e l’appuntato Franco Trevisanellio, addetto alle armi. Con loro alla sbarra ci sono anche Daniele Bressan, titolare del ristorante Spiga D’oro, e Antonio Migliozzi, ex capo sicurezza della Berco.
Si è tenuta ieri l’udienza filtro per l’ammissione delle prove e delle liste testi davanti al tribunale collegiale e al pm Nicola Proto.
La procura – che a suo tempo approfondì una segnalazione anonima – sostiene che alcune delle armi da rottamare di cui i militari venivano in possesso (è normale procedura che i privati le consegnino in caserma per lo smaltimento), anziché essere avviate a distruzione, diventavano graditi omaggi per gli amici. In questo modo Bressan ottenne 17 pezzi, Migliozzi 2.
La difesa (gli avvocati Massimo Bissi, Alessandro Veronesi, Erica Facchini e Alberto Bova) fa notare che a volte erano gli stessi privati che consegnavano le armi a dare espresso consenso all’eventuale cessione, e che gli omaggi in realtà avrebbero fatto risparmiare alla pubblica amministrazione il costo molto oneroso del loro rituale smaltimento. Da questo ne discende l’assenza di una danno allo Stato e, di conseguenza, la mancata integrazione della fattispecie del peculato.
Il tribunale ha rinviato el parti ad ottobre, quando verranno sentiti i testi del pubblico ministero.
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