Dopo aver incassato tre condanne per appropriazione indebita per aver incassato i soldi dei propri condomini, “l’amministratore infedele” Leonardo Sangiorgi esce illeso dal suo quarto processo, sempre per gli stessi motivi, nel giro di pochi anni. Troppo distanti i fatti contestati, avvenuti nel settembre 2005 e prescritti per legge in sette anni e mezzo. La prescrizione ferma quindi sul nascere il dibattimento nato dall’esposto dei residenti del condominio San Bendetto.
Sangiorgi è ormai irreperibile da tempo, e gran parte delle udienze dei precedenti processi si sono svolte in contumacia. Al centro delle accuse da parte dei suoi condomini, sempre problemi legati a somme incassate per pagare utenze e spese condominiali e poi mai versati a chi di dovere. L’ultima condanna, che risale solo al novembre scorso, lo ha visto condannato per essersi appropriati dei soldi del condominio “Ducale”, tra via Monti e Argine Ducale: tra il 2007 e il 2009 l’uomo non pagò le bollette delle utenze di 80 condomini, per una somma di 238mila euro. Causando in questo modo, nel febbraio 2010, la sospensione del servizio di teleriscaldamento e di erogazione dell’acqua da parte di Hera. Due anni di reclusione e 900 euro di multa la condanna, che si sommava ai due anni e 8 mesi per la vicenda dello stabile “Savonuzzi” di via Bologna, con successiva ipoteca della sua casa di proprietà e alla successiva messa all’asta. Il ricavato andò a colmare parte delle richieste dei gestori delle utenze, che concessero la dilazione rateale del pagamento del resto. Alla fine, in ogni caso, i malcapitati inquilini hanno dovuto pagare due volte le bollette, oltre agli interessi. A questo seguì anche un patteggiamento a sei mesi per fatti analoghi in uno stabile tra via Concia e via Vegri.
Fatti che, secondo l’avvocato difensore Andrea Ferrari, possono aver pesato anche sulla decisione dei condomini del San Bendetto di sporgere una tardiva querela. Di fronte alla reputazione ormai compromessa dell’amministratore di condominio, il legale non esclude infatti che tra i condomini amministrati in passato da Sangiorgi possano essere nati dubbi anche fuori luogo di fronte a ogni elemento dubbio nella contabilità.
Quesiti che ormai rimarranno senza risposta: quello appena concluso era l’ultimo processo in corso per il famigerato “amministratore infedele”, ormai irreperibile e che, almeno in Italia, non avrà la possibilità di reiterare il reato. Quello che è certo è che non lascia un buon ric0rdo tra i suoi ormai ex amministrati, molti dei quali ancora attendono il suo ritorno per chiedere conto dei soldi spesi per utenze e lavori mai compiuti nei propri appartamenti.
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