Carlo Cappelletti nuovo acquisto dell’Adamant
Alla corte estense arriva il play Carlo Cappelletti, da Spoleto, classe 2002, 183 cm per 73 kg
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Ci ha lasciato questa notte, a 94 anni, l’Olimpionico ferrarese Dino Bruni, ciclista portuense classe 1932
Il marchio della Spal è ufficialmente del Comune di Ferrara. L'asta indetta nell'ambito della procedura di liquidazione giudiziale si è conclusa con l'aggiudicazione a Palazzo Municipale per 395mila euro
TTentato furto nelle prime ore di giovedì 9 luglio alla Mary Fashion Spa, in via Trasvolatori Atlantici, nella zona di Chiesuol del Fosso
"Il divertimento non può trasformarsi in un far west a danno della salute di chi, in questo quartiere, vive e lavora ogni giorno". È questo l'appello contenuto nella lettera inviata da una residente di via Mulinetto, portavoce del "profondo disagio" condiviso da molti abitanti durante la stagione di eventi che anima il lungofiume in zona Darsena
“Non voglio alimentare le polemiche: non ci sono stati abusi di autorità sulla sezione o contrattempi per l’organizzazione dell’attività sportiva. Si tratta di una legittima presa di posizione di alcuni consiglieri del direttivo del Cus”. È Stefano Cavallini, responsabile della sezione rubgy del Cus ferrarese, a gettare acqua sul fuoco nella polemica nata per il ridimensionamento dello storico campo di rugby. Una riduzione delle misure decisa dal consiglio direttivo del centro universitario sportivo per far spazio all’ampliamento della palestra di fitness, ma che non incide sul terreno di gioco vero e proprio, le cui dimensioni restano costanti, ma solo sull’area “oltre-meta”.
Il campo del Cus è sempre stato talmente apprezzato dagli sportivi di casa e in trasferta, grazie alle sue grandi dimensioni, l’area aperta attorno e il contesto del parco urbano, da far vedere però questa decisione quasi come un atto di “lesa maestà” verso la storia dell’intero centro. E il fatto che la zona fitness attiri gli abbonamenti di sportivi e appassionati ha fatto gridare allo scandalo alcuni appassionati di rugby, che sottolineavano come a loro avviso il Cus stesse privilegiando le logiche commerciali a quelle sportive e sociali per cui è nato.
La sezione Rugby cerca però di abbassare i toni, e spiega come i lavori non penalizzeranno le proprie attività. ” Il campo – afferma Cavallini – è semplicemente spostato di qualche metro verso le mura. So che alcuni giocatori, anche di lunga data, hanno voluto esprimere risentimento per la scelta del Cus, ma si tratta di una semplice riduzione di una quindicina di metri al di fuori dello spazio di gioco e noi non l’abbiamo vissuta come un dramma. Siamo una sezione tra le fondatrici del Cus, ma pur sempre una sezione. Le decisioni sono assunte dal consiglio direttivo dell’intero centro”.
Un consiglio in cui manca però un rappresentante della sezione Rugby, che potrebbe essere candidato alle prossime elezioni. “Noi attualmente non siamo nel direttivo – conclude Cavallini -, dove sono presenti rappresentanti di altre sezioni o dell’università. Sarebbe interessante però essere presenti nel prossimo consiglio, e partecipare alle scelte strategiche del Cus”.
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