Politica
14 Settembre 2013
A Veltroni: "Quando ha fatto la sua scelta non l'ho criticato, non mi permetto di giudicare le scelte altrui"

Franceschini: “Con Renzi ma non cambio idea”

di Daniele Oppo | 2 min

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FranceschiniÈ un Dario Franceschini sempre più convinto della sua scelta di votare Matteo Renzi alle prossima primarie di partito e con tutta l’intenzione di rivendicare alcuni risultati ottenuti dal governo quello ospite, insieme al vicesindaco di Ferrara Massimo Maisto, alla festa del Pd di piazzetta San Nicolò.

A Veltroni che solo qualche giorno fa si era detto stupito del passaggio di Franceschini  fra le fila dei renziani l’ex reggente del Pd risponde: “quando lui ha fatto la sua scelta non l’ho criticato, non mi permetto di giudicare le scelte altrui”. “Non è che scegliendo Renzi ho cambiato idea –spiega- quando si vota bisogna scegliere fra i candidati, io stesso ho sfidato Bersani e poi l’ho sostenuto, anche contro il medesimo Renzi. Adesso ritengo che lui sia, fra i candidati, quello più adatto perché interpreta meglio la richiesta di cambiamento, basta vedere il consenso che ha”. Non solo, rispetto agli altri il sindaco di Firenze sarebbe anche l’unico “che può soddisfare il desiderio dell’elettorato di vincere finalmente le elezioni”, mentre Cuperlo e Civati “porterebbero il partito all’idea delle vecchie appartenenze e –afferma il ministro per i rapporti con il parlamento- bisognerebbe evitare che dopo tanta fatica nello stare insieme queste primarie tornino ad essere fatte di ricollocazioni delle diverse provenienze di ormai tanti anni fa e che bisogna superare”.

festa pd piazzetta san nicolòCapitolo Governo. “Mercoledì si riunirà la giunta per le elezioni al Senato il cui esito non dovrebbe avere nulla a che vedere col futuro del Governo –afferma- ma purtroppo da vent’anni le vicende di Berlusconi si intersecano con quelle del Paese, sarebbe un peccato se il Governo cadesse per causa sua”. Sulla decadenza del capo del centrodestra Franceschini è chiaro: “ci sono delle procedure e vanno rispettate”. Quale sia la soluzione alla quale si addiverrà, un limite sarà però invalicabile: “se ci proponessero di barattare il futuro di questo Governo con i principi dello stato di diritto la risposta sarebbe no”.

Arriva poi la rivendicazione dei risultati ottenuti da una esperienza nata “non per ottenere consenso e dalla quale usciremo con più cicatrici che medaglie”: “abbiamo dato soldi alla cultura e risorse alla scuola, rifinanziato la cassa integrazione con un miliardo e mezzo di euro e –continua- con un altro miliardo e mezzo esentiamo i giovani dalla contribuzione per i primi 18 mesi, abbiamo sanato il problema dei precari nella pubblica amministrazione e pagato 27 miliardi di crediti dello Stato alle imprese”. Tutti obiettivi che il Pd “deve rivendicare” facendo anzi di più: “mi piacerebbe vedere un Pd che dicesse che o si fa il reddito di inclusione per chi non ce la fa oppure il Governo non va avanti”.

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