Il 20 maggio 2013 a Cento presso la sala polivalente della Fondazione Zanandrea, si è tenuta una conferenza organizzata dal “Gruppo No Triv di Cento”. Il relatore Pietro Dommarco, autore del libro “Trivelle d’Italia”, ha presentato in maniera precisa e competente le norme che regolano le ricerche di idrocarburi in Italia, puntualizzando sull’esiguità delle royalties, sulle rilevanti franchigie ed esponendo le novità (non incoraggianti dal punto di vista ambientale) apportate dalla nuova Strategia Energetica Nazionale (S.E.N.), approvata con decreto dal governo Monti a marzo 2013.
Il secondo relatore, Elisabetta Sala, esperta ed esponente del “Coordinamento Nazionale No Triv”, ha presentato una panoramica delle realtà emiliane in materia di ricerca idrocarburi, concessioni vigenti di estrazione da giacimenti e stoccaggi; illustrando anche i problemi ambientali e sociali conseguenti. Il dibattito si è poi aperto sull’istanza di permesso di ricerca “Reno Centese” , riguardante le province di Ferrara, Modena, Bologna (per un totale di 646.9 Kmq.) che la Exploenergy ha presentato a marzo 2012 .
Dalle informazioni desunte dal sito ufficiale del Ministero dello Sviluppo Economico (Unmig) – http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/istanze/dettaglio.asp?cod=497 – il 12 dicembre 2012 la Commissione per gli Idrocarburi e le Risorse Minerarie (Cirm) ha dato parere favorevole; ma cos’è questo organo? Con Decreto Ministeriale 10 aprile 2008 sono stati nominati i due rappresentanti regionali previsti quali componenti della Cirm sezione b) su designazione della Conferenza permanente Stato-Regioni,
ai sensi dell’art.1 del Decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 78 (estratto dalla pagina web dell’Unmig http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/dgrme/direzione/cirm.asp-); alla luce di quanto emerge ci si è chiesto perché l’istituzione regionale in quanto tale non ha avvisato la popolazione residente di quanto stava accadendo e quale ruolo ha avuto all’interno del parere favorevole del Cirm.
Secondo quanto prevede l’iter amministrativo ora la ditta proponente si appresta a dare informazioni alle Amministrazioni locali; il Gruppo No Triv si è chiesto se queste “sono pronte a prendere una posizione precisa in merito e ad assumersi davanti ai cittadini l’onere di partecipare alla futura fase della conferenza dei servizi portando il proprio dissenso, nonché preparare opportune osservazioni nella fase di esame nella commmissione Via (la legge prevede il meccanismo del silenzio-assenso).
La popolazione rappresentata dai No Triv si augura vivamente che alla Delibera “Stop alle nuove trivellazioni” che molti comuni, fra cui in primis Cento, hanno presentato, faccia seguito una fase interlocutoria con i Ministeri e la Regione; Legambiente Alto Ferrarese ha altresì proposto la costituzione di un “Osservatorio permanente” che la Consulta di Cento ha già fatto propria (invitando le altre consulte a seguire l’esempio).
Tutto ciò al fine di contrastare nei modi previsti dalla legge tale istanza di permesso di ricerca. “Il nostro territorio – si è commentato – ha già “pagato” in termini di vite umane e devastanti conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti e ha il diritto di essere lasciato in pace”.
La serata del 20 maggio, alla quale ha partecipato anche il consigliere regionale Giovanni Favia, è stata un ottimo momento di sensibilizzazione e il “Gruppo No Triv” auspica di poter presto organizzarne altri.
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