Jolanda
13 Maggio 2013
I timori dei lettori di Estense.com in merito alla vendita dell'azienda agricola più grande

Bankitalia vende partecipazione a Bonifiche Ferraresi

di Redazione | 3 min

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admin-ajax.phpJolanda. Cinquemila e 400 ettari di colture ortofrutticole e cerealiche; immobili urbani di civile abitazione tra il ferrarese e l’aretino; casali, fabbricati rurali; paesetti interi, come il Comune Jolanda di Savoia con le sue 3000 anime. È la società agricola ‘Bonifiche Ferraresi Spa’ detenuta dalla Banca d’Italia al 62, 37% e che Palazzo Koch vuole vendere.

È quanto si legge sul sito della Banca d’Italia. La procedura di vendita non sarà seguita da Palazzo Koch ma da una banca d’affari, la Leonardo&Co Spa, che agirà quale consulente dell’istituto di via Nazionale. Non appena Banca d’Italia ha comunicato la decisione di vendere, il titolo in borsa è in aumento del +2,2%.

“Bonifiche Ferraresi” è una società quotata in borsa la cui attività principale consiste nella coltivazione e nella commercializzazione di prodotti agricoli. Il patrimonio della società è attualmente costituito da due aziende agricole situate nella provincia di Ferrara e da una in provincia di Arezzo. La società ha una storia illustre risalente al XIX secolo, quando un gruppo di nobili inglesi decise nel 1871 di acquistarla con il nome di Ferrarese Land Reclamation Company Limited allo scopo di bonificare i laghi, le paludi e i terreni nelle vicinanze di Ferrara e in altre località del Regno d’Italia. Dopo vari cambiamenti proprietari, nel corso di 70 anni, nel 1942 l’Iri, l’Istituto di ricostruzione industriale, e la Banca d’Italia fecero il loro ingresso nelle “Bonifiche”, che nel 1947 approdarono in Borsa.

Attualmente la società dà lavoro a 40 dipendenti fissi, cui si aggiungono 90 stagionali impegnati nella raccolta dei prodotti della terra: grano tenero, grano duro, mais, soia, girasole e il riso. Il valore complessivo della produzione, si legge nel bilancio 2011, è stato di 13 milioni di euro.

Poi ci sono i prodotti ortofrutticoli di grandissima qualità come bietole, mele, pesche, pere che vengono vendute in tutte le parti d’Italia. “La società è in attivo – dice il direttore Eugenio Bolognesi all’agenzia Public Policy – abbiamo lavorato molto per aumentare la produzione, ma come si sa, il fabbisogno agricolo mondiale aumenta del 2% all’anno e l’agricoltura non riesce a stare al passo di questo incremento”.

“Se siamo preoccupati per la vendita – continua Bolognesi -? Ma preoccupati no, se ne parlava ormai da tanti anni, però certo ogni volta che ci sono cambiamenti, un po’ di tensione si sente”.

Le energie rinnovabili, il fotovoltaico in particolare, sono il settore nel quale Bonifiche Ferraresi ha realizzato i risultati più positivi.  L’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici, attivati sulle coperture delle officine dell’azienda a Jolanda di Savoia a partire dal luglio 2012, venduta alla linea Enel, ha portato in cassa circa 307 mila euro e si stima che l’operazione renderà circa un milione di euro l’anno. Recentemente, poi, la società ha allacciato alla rete elettrica i moduli fotovoltaici installati su capannoni industriali ad Arezzo (1.500 metri quadri di superficie), che grazie a un accordo per la produzione e vendita all’Enel porterà in cassa ulteriori risorse.

L’agenzia Public Policy riporta i timori dei nostri lettori in merito all’operazione di vendita dell’azienda agricola più grande d’Italia: “E se finisse tutto in mano a uno speculatore?”. Un altro scrive: “Strano il fatto che nessuna forza politica, si sia opposta a questa operazione, probabilmente hanno tutti paura di perdere il consenso prima delle elezioni e cercheranno di far passare questa operazione nel silenzio più assoluto”. Alberto osserva: “Ma perché privatizzare qualcosa che potrebbe funzionare?”.

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