Spaccio in Gad. La Polizia arresta un pusher
La Polizia di Stato ha arrestato nel pomeriggio del 5 maggio un uomo per spaccio di sostanze stupefacenti sequestrando 6 grammi di hashish e 5 di eroina
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Le barriere architettoniche si superano anche attraverso approcci psicologici, fisico-sensoriali, di comfort ambientale, sicurezza e privacy. È la giustificazione con la quale la giunta del Comune di Ferrara ha approvato questa mattina una delibera che stanzia fondi (e nella trovata ci si butta a capofitto anche l’azienda Sant’Anna) per “garantire pari opportunità in tema di accessibilità e fruibilità dell’Ospedale Sant’Anna di Cona”.
La nota che arriva dal municipio non lascia intendere molto altro attorno a questa ennesima consulenza, questa volta a ospedale finito, che andrà ad arricchire il vasto repertorio del nosocomio cittadino. La giustificazione è delle più nobili: garantire pari opportunità di accesso. Non è dato capire però perché questa parità di accesso non è compresa nella progettazione e realizzazione della struttura da oltre 300milioni di euro, tralasciando gli oltre 20 anni utili per pensarci.
Ad ogni modo la collaborazione sarà attivata da Comune e Azienda ospedaliera con gli esperti di Cerpa Italia Onlus (Centro europeo di ricerca e promozione accessibilità) e del Servizio Criba Emilia Romagna (Centro regionale di Informazione sul Benessere ambientale). “Gli esperti – illustra la velina municipale – offriranno la propria consulenza affrontando le criticità attraverso un piano di interventi che ne favoriscano la progressiva eliminazione, e ponendosi come primo obiettivo la garanzia delle pari opportunità a favore dell’autonomia dei disabili e dei cosiddetti ‘utenti deboli’”.
Perché insomma servono consulenze per eliminare queste “criticità”? Lo spiega sempre la nota di giunta: “partendo dal presupposto che il concetto di accessibilità include non solo aspetti tecnico-architettonici, ma anche psicologici, fisico-sensoriali, di comfort ambientale, sicurezza e privacy, attraverso la consulenza saranno definite nuove linee di approccio al tema delle ‘barriere architettoniche’. La fase di progettazione sarà avviata con un censimento delle criticità, cui seguirà il suggerimento di proposte di soluzione che saranno frutto di un insieme di valutazioni relative alla funzionalità dei percorsi e dei servizi, all’orientamento e alla sicurezza, compatibilmente con la situazione strutturale degli edifici e dell’ambiente circostante”.
In parole povere, verranno fatte delle interviste e saranno proposte delle soluzioni che non potranno però andare a modificare strutturalmente la situazione già esistente. La delibera arriva dall’assessorato a Sanità e Servizi alla Persona.
Le spese sostenute per l’attività di consulenza – la “cifra impegnata” è di 3200 euro a testa – saranno rimborsate per il 50% dal Comune di Ferrara e per il restante 50% dall’Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara.
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