“E’ stata deformata la realtà dei fatti”. E’ la replica dell’assessore provinciale all’Ambiente, Giorgio Bellini, alle dure critiche dell’assessore regionale Sabrina Freda riportate da Estense.com (vai all’articolo) in merito al progetto di ampliamento della discarica Crispa di Jolanda di Savoia gestita da Area. Bellini non ci sta alle accuse della Freda e alle osservazioni dei lettori di aver proseguito per la strada del potenziamento della discarica nonostante un parere sfavorevole dell’Arpa, respingendole al mittente e sostenendo che si starebbe “pervicacemente stravolgendo la realtà dei fatti”.
Dunque nessuna mistificazione e nessuna mancata risposta, precisa l’assessore Bellini (l’assessore Freda chiedeva perché si volesse a tutti i costi ampliare la capacità della Crispa per rifiuti che verranno da altre province e da altre regioni), ad accuse “a mio avviso ingiustificate, espresse in modo così arrogante, offensive e prive di ogni minimo rispetto non solo nei miei confronti, ma soprattutto nei confronti di tutti i rappresentanti e tecnici degli Enti che hanno esaminato e seguito il progetto proposto lavorando per più di due anni”.
Bellini si riferisce ai tecnici della Provincia di Ferrara (ingegneri, geologi, chimici), dell’Ausl (medici responsabili della sanità pubblica), del Consorzio di Bonifica, dei Comuni interessati (dirigenti tecnici), dell’Atersir (ingegneri) e della stessa Arpa (ingegneri,chimici, geologi), protagonisti delle conferenze di servizio che hanno determinato l’esame del progetto “Crispa”. “Nessuno di questi Enti – spiega Bellini – si sognerebbe mai di approvare un’autorizzazione di fronte a pareri tecnici contrari e vincolanti che emergessero in queste conferenze”. Sarebbe dunque questa la mistificazione, a parere dell’assessore provinciale. Non corrisponderebbe al vero che l’autorizzazione all’ampliamento della discarica verrà rilasciata contro un parere negativo di Arpa. “La Conferenza dei servizi del 29 ottobre 2012, che è formalmente l’organo tecnico responsabile per queste procedure – aggiunge Bellini – si è conclusa con l’approvazione del progetto presentato, firmata da tutti gli Enti convocati, Arpa compresa, altrimenti la norma dice che si sarebbe dovuto rimandare la decisione al Consiglio dei Ministri. Arpa all’interno del verbale ha specificato di essere favorevole al progetto presentato con la sola eccezione dell’intervento di “landfill mining” (bonifica) della vasca più vecchia su cui esprime un parere (non tecnico) con elementi probabilistici, ipotetici e di “opportunità” operativa. Questa è la realtà dei fatti”.
Bellini difende poi il progetto, ricordando che i dati tecnici a supporto della sua approvazione “sono stati raccolti in ben due anni trascorsi dall’inizio del procedimento, durante i quali Area è stata obbligata ad eseguire 12 carotaggi sulla vasca (quella del “landfill mining”) per stabilire proprio le caratteristiche dei rifiuti abbancati e la distanza di questi dalla falda acquifera, in più hanno eseguito una “tomografia elettrica” sulla stessa vasca per verificare che non ci fossero depositi consistenti di percolato”. I risultati, riferisce Bellini, non hanno evidenziato situazioni ambientali critiche o pericolose. “E per soddisfazione dell’assessore regionale – aggiunge – nessuno ha ignorato queste osservazioni dell’Arpa, seppure di carattere più di metodo che non tecnico. Al contrario, proprio su questi temi gli Enti presenti alla Conferenza di Servizi hanno discusso e deciso di prevedere specifiche prescrizioni nella gestione del landfill mining, prescrizioni che sono state esplicitate proprio da Arpa nel “Piano di Monitoraggio e Controllo”, che costituisce parte integrante dell’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale)”.
L’assessore provinciale all’Ambiente, pur non inoltrandosi in spiegazioni sui motivi che potreranno la Crispa ad accogliere rifiuti da altre province e regioni, in ultima analisi precisa che è stata verbalizzata la prescrizione che la discarica chiuderà dopo 5 anni di attività a partire dalla data dell’autorizzazione: “Questo significa che tra 5 anni il nostro territorio che produce mediamente quasi 250.000 tonnellate di rifiuti urbani all’anno (più 75-80.000 tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi) non avrà più discariche. Il nostro impegno insieme ai gestori sarà quello di continuare ad investire nella raccolta differenziata (oggi al 50,2% dei rifiuti urbani) per portarla gradualmente al 65% entro il 2015 e al 70% entro il 2020 (limite che si sta discutendo nel nuovo Piano Regionale dei Rifiuti). L’incremento della raccolta differenziata e le politiche di diminuzione dei rifiuti prodotti dovrà portare all’utilizzo del solo termovalorizzatore di Ferrara (che ha una capacità di 130.000 tonnellate all’anno) come unico impianto di smaltimento per i rifiuti indifferenziati, urbani e speciali prodotti nel nostro territorio. Posso affermare che agli Enti di riferimento ho chiesto la sicurezza/certezza che fossero garantite tutte le condizioni di tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente”.
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