Un’intera famiglia intossicata dal monossido di carbonio prodotto da una stufetta a legna. Si è sfiorata la tragedia, nel pomeriggio di ieri, nella torre A del grattacielo, dove tutti gli inquilini sono ancora al freddo per l’interruzione del servizio di teleriscaldamento (centralizzato) da parte di Hera in seguito ai mancati pagamenti delle bollette di una parte consistente dei residenti (vai all’articolo).
Come riportato anche in queste pagine (vai all’articolo) gli inquilini si sono autotassati per riuscire a costituire quel fondo di garanzia che permetterebbe di ottenere dalla banca un finanziamento a parziale copertura dei debiti contratti con Hera, ma in attesa della risposta da parte dell’istituto di credito (che dovrebbe arrivare tra pochi giorni) ognuno ha cercato di arrangiarsi con mezzi di fortuna, con stufette a gas, elettriche o, come nel caso in questione, a legna.
Stufetta probabilmente difettosa, dato che i componenti della famiglia, attorno alle 18, hanno avvertito un malessere e sono stati soccorsi in tempo da vigili del fuoco e 118 (sul posto anche i carabinieri). I quattro intossicati, due adulti e due minori, dopo i primi accertamenti all’ospedale di Cona, sono stati trasferiti alla camera iperbarica di Ravenna dove verranno tenuti sotto osservazione nelle prossime ore prima di essere dimessi. La quantità del micidiale monossido di carbonio (che viene prodotto da combustione in assenza di ossigeno) non è stata evidentemente tale da saturare l’ambiente e ha intossicato la famiglia in maniera non grave.
L’episodio è comunque inquietante, sia per le conseguenze tragiche che avrebbe potuto avere, sia perché evidenzia in maniera precisa i rischi per la sicurezza e l’incolumità delle persone conseguenti al disagio che tante famiglie stanno vivendo proprio alla vigilia di dell’ondata di freddo annunciata dal meteo.