Sant’Agostino. La gente ritorna alle proprie abitazioni, lentamente, con una voglia di normalità che in questi giorni di assestamento sismico è figlia della ritrovata razionalità e del volersi lasciare alle spalle ogni trauma subìto. Ne è testimonianza il fatto che al campo di accoglienza del Palareno, a Sant’Agostino, una delle zone più colpite dal terremoto del 20 maggio, le persone ospitate sono calate da 350 a 200 circa.
Il problema più importante rimane quello di San Carlo, dove le 200 persone sfollate a causa del rischio di sprofondamento di due interi quartieri (per il fenomeno della liquefazione) rischiano seriamente di non poter più fare ritorno alle proprie abitazioni. La tendopoli allestita in tempo record domenica sera presso il campo sportivo del paese al momento risulta sottoutilizzata. Sono infatti solo 50 gli sfollati che hanno trascorso la notte tra domenica e lunedì nelle tende montate dai volontari di Viterbo capaci di ospitare 250 persone.
Intanto, nel territorio del Comune di Sant’Agostino, le richieste di verifiche strutturali sugli edifici (abitazioni civili, attività produttive e case rurali) nella giornata di ieri risultavano in tutto 1.120, con decine di richieste che continuano a pervenire e a incrementare il dato. Le verifiche effettuate sulle 1.120 richieste sono state al momento 1.002, con esito di agibilità per 560 unità immobiliari (di cui 36 riguardanti attività produttive). Purtroppo 257 unità sono risultate inagibili (una 40ina riguardano attività produttive), mentre per 187 edifici saranno necessarie ulteriori verifiche per dubbi insorti sulla loro inagibilità totale o parziale.
Il sindaco di Sant’Agostino, Fabrizio Toselli, si sta intanto impegnando affinché le persone sfollate possano trovare una sistemazione che non sia quella di una stanza di albergo bensì di appartamenti sfitti o inutilizzati che potrebbero accogliere degnamente queste persone. “Vorrei – ha detto Toselli – chiamare nelle nostre zone l’esercito, per far sentire la presenza dello Stato alle persone che stanno subendo questi gravi disagi”.
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