Ferrara e frazioni: gli eventi del weekend
Ferrara entra nel vivo della stagione estiva con un fine settimana ricco di appuntamenti
Ferrara entra nel vivo della stagione estiva con un fine settimana ricco di appuntamenti
Lunedì 15 giugno il Parco Pareschi inaugura Libri nel Parco, il nuovo ciclo di incontri con gli autori promosso da Arci Ferrara con LibrerieCoop e Coop Alleanza 3.0
Dal 13 giugno si riaccendono i riflettori sullo Spazio Antonioni con la mostra Il monte analogo. Michelangelo Antonioni e Luigi Ghirri, organizzata da Fondazione Ferrara Arte e dal Servizio Cultura, Turismo e rapporti con l’Unesco del Comune di Ferrara
Domenica 21 giugno alle ore 19, a Gaibana in Via Ravenna 669, si svolgerà l’inaugurazione dello spazio “Artificio – Cantieri Culturali Permanenti”, centro culturale dedicato alla creazione artistica e sede dell’associazione C.a.r.p.a. Aps
Il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara ha deciso di rendere gratuite tutte le attività educative destinate alle scuole di ogni ordine e grado per l’anno scolastico 2026-2027
Prosegue con un nuovo appuntamento, venerdì 18 maggio alle 16.30 alla sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea, il ciclo di conversazioni etno-antropologiche ‘Il presente remoto 2012’.
Roberto Roda del Centro di documentazione storica del Comune di Ferrara e curatore della rassegna presenterà “Chi va al mulino s’infarina – Storia e immaginario dei mulini natanti che stavano sul Po (e su molti altri fiumi padani)’.
La conversazione di Roda cercherà in maniera divulgativa di chiarire lo sviluppo storico e tecnico dei mulini natanti e di quelli del Po in particolare, e più in generale darà conto di quell’immaginario, ricchissimo e variegato, che le società tradizionali dell’Italia settentrionale hanno riversato sul mulino, sulla figura del mugnaio, sull’arte molitoria.
“Il Mulino del Po” di Riccardo Bacchelli, uno dei capolavori della letteratura italiana del Novecento, ha contribuito a mantenere viva la memoria degli opifici galleggianti, rimasti per secoli a punteggiare il medio e basso corso del grande fiume padano. Erano più di 250 all’inizio del Ventesimo secolo, scomparvero tutti fra le due guerre mondiali. Dalle pagine bacchelliane, lette magari sui banchi di scuola, molti nati dopo la seconda guerra mondiale quando già i mulini natanti erano scomparsi, hanno tratto convinzioni non sempre esatte: per esempio che gli opifici galleggianti fossero una peculiarità del Po, che sia effettivamente esistito un mulino chiamato “Dio ti salvi”. Nella realtà storica i mulini galleggianti erano presenti su molti corsi d’acqua sia in Italia (Secchia, Adige, Sile) che all’estero (Francia, Slovenia). “Dio ti salvi” poi non era un nome – i mulini portavano di norma l’appellativo designante di un santo – ma solo una scritta, benaugurale, che molti opifici sfoggiavano invocando la protezione divina contro il pericolo, le piene del fiume, gli incendi.
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