Politica
8 Maggio 2012
I 5 Stelle primo ‘partito’ con il 20% dei voti. Onda e Pd perdono mille voti

Elezioni a Comacchio, Pierotti argina la valanga grillina

di Marco Zavagli | 3 min

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Il comizio di Grillo a Comacchio

È il Movimento 5 Stelle il protagonista di queste elezioni comunali a Comacchio. I grillini, nonostante la loro lista sia stata messa in piedi all’ultimo momento, raggiungono il ballottaggio alla loro prima apparizione sugli schermi elettorali.

Il loro candidato, Marco “Cichino” Fabbri, 29 anni, dipendente comunale a Mesola, reduce da una campagna autofinanziata che è costata mille euro e spiccioli, ha ottenuto 2.489 preferenze, il 22,28% del totale. La sua lista collegata a Beppe Grillo ne ha inanellate 1.980 (20,41%). Quel 20% è sufficiente per decretare i 5 Stelle primo “partito” (anche se immaginiamo che i diretti interessati storceranno la bocca davanti a questa definizione) di Comacchio.

L’Onda e il Partito democratico infatti si devono accontentare del secondo e terzo posto, fermandosi rispettivamente a 1.568 voti (16,16%) e 1.489 (15,35%). Pierotti, dal canto suo, nonostante sia stato dipinto dai detrattori come una riproposizione di un passato che molti non vorrebbero veder tornare, è riuscito a prendere più voti dell’ampia coalizione che lo sosteneva. Le sue 4.075 crocette (36,48%) superano i 3901 voti sommati da Onda, Pd, Futura Comacchio e Udc- Terzo Polo.

Anche la sua lista personale non soffre del vento “antipartitico”, scostandosi di poco da quel 16,87% raggiunto nel 2010. Lo stesso vale per il Pd, che regge l’urto e perde poco più di un punto percentuale rispetto al 16,42 delle precedenti comunali.

Gli undici punti di affluenza in meno però non fanno passare in secondo piano il fatto che sia Onda che Pd lasciano per strada quasi mille voti. Se nel 2010 Pierotti e democratici raccoglievano rispettivamente 2.019 e 1.965 voti (per una somma di 3984), oggi si devono accontentare di 1.568 e 1.489 (3057 in totale).

Chi invece crolla letteralmente è il Pdl, che dal 27,37% che portò Carli sul seggio più alto del municipio si trova ora più che dimezzato con un misero 12,22%. Anche la Lega soffre degli scandali nazionali con Maura Tomasi che vede la sua Lega Nord (due anni fa alleata con i berlusconiani) scendere dal 9,47 al 5,37.

Più che positiva invece la performance di Voce giovane, con Alberto Lealini, anch’egli una new entry nel panorama politico lagunare, che ottiene il 9,24. L’altro giovane in campo, Fabio Cavallari, può sorridere del suo personale 11,25%, superiore alla somma della coalizione di centrosinistra che vedeva sotto un unico simbolo Sel, Rifondazione, Comunisti italiani e Italia dei Valori (per loro il 9,97).

Ora si aprono i giochi per le eventuali alleanze in vista del ballottaggio del 20 e 21 maggio. Anche in quell’occasione potrebbe vincere il partito degli astensionisti. La variabile è da considerare attentamente, visto che nel 2010 dal 70,62% del primo turno si passò ad appena il 60,76% degli aventi diritto. Se questa volta il punto di partenza è quel 59,52% che rappresenta un calo di oltre undici punti rispetto alle ultime elezioni, è facile pronosticare delle urne semivuote al secondo turno.

Di alleanze non vuole sentir parlare il Movimento 5 Stelle, che però accetterebbe volentieri indicazioni di voto in suo favore. E su questo si sono già espressi favorevolmente Di Munno e Cavallari. Voce giovane darà libertà di voto ai suoi elettori, così come potrebbe fare la Lega. E in questo caso, salvo accordi da qui ai prossimi quindici giorni, si potrebbe profilare un tutti contro Pierotti.

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