Economia e Lavoro
23 Aprile 2012
Sulla prima casa presenta una delle aliquote più ridotte d’Italia

Imu, a Ferrara la più bassa in regione

di Redazione | 2 min

Leggi anche

Funerali di Soffritti. Il giorno del cordoglio al Duca Rosso

“Ogni pietra è legata in qualche modo alla sua azione”. Si è tenuto stamattina (giovedì 11 giugno) il funerale di Roberto Soffritti, sindaco di Ferrara per sedici anni consecutivi - dal 1983 al 1999 -, scomparso all’età di 84 anni

Anche ‘Il Sole 24 ore’, in una tabella pubblicata recentemente on line (http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2012-04-19/calcolo-dieci-mosse-224422.shtml?grafici) e sul quotidiano cartaceo, conferma quanto l’amministrazione comunale – e l’assessore al Bilancio Luigi Marattin in particolare – rivendicano da qualche tempo: le aliquote Imu applicate dal Comune di Ferrara sono, sia per quanto riguarda l’abitazione principale sia per quanto riguarda gli altri immobili, le più basse tra quelle applicate nei capoluoghi regionali citati dal quotidiano (mancano Piacenza e Ravenna).

Ricordiamo che questa imposta fu introdotta nel dicembre scorso dal Salva Italia (Dl 201/2011), il quale stabilì che l’aliquota è dello 0,4% per l’abitazione principale, e che i comuni possono modificarla, in aumento o in diminuzione, sino a 0,2 punti percentuali. Il comune di Ferrara non la modificò, lasciandola dunque allo 0,4, unico capoluogo in regione insieme a Bologna a compiere una simile scelta. Di più: Ferrara si iscrive nel gruppo dei comuni che, a livello nazionale (considerando ovviamente quelli che hanno già stabilito le aliquote, poiché alcune amministrazioni stanno ancora valutando), presentano l’aliquota sulla prima casa più bassa, se si escludono Biella e Trieste, che l’hanno ridotta di alcuni centesimi (allo 0,37% la prima e allo 0,39 la seconda).

Quanto invece a tutti gli altri immobili, sempre il Salva Italia stabilì che l’aliquota è dello 0,76%, e che anche in questo caso i comuni possono modificarla in aumento o in diminuzione, ma fino 0,3 punti. Il Comune di Ferrara la aumentò di 0,14, portandola allo 0,9%, anche in questo caso la più bassa in regione, e stavolta in solitudine, visto che gli altri capoluoghi citati si dividono in un gruppo che l’ha aumentata a 0,96 (Reggio e Modena, che però la porta a 1,06 per gli immobili vuoti), in uno che l’ha aumentata a 0,98 (Cesena e Forlì) e infine in uno a 1,06 (Bologna e Parma). Allargando lo sguardo fuori dai confini regionali, risulta però che in questo caso Ferrara non primeggia, visto che venti capoluoghi distribuiti in diverse regioni non hanno modificato l’aliquota stabilita dal Salva Italia.

Per evitare fraintendimenti, è sempre opportuno ricordare che l’aliquota determina solo in parte l’imposta che il proprietario dell’immobile pagherà, poiché questa va applicata su un imponibile calcolato applicando alla rendita catastale (che il Salva Italia rivalutò del 5%) un moltiplicatore che varia a seconda della categoria in cui il fabbricato è classificato.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com