Non è enorme la sala della parrocchia di san Giacomo, ma oltre una cinquantina di persone l’ha riempita ieri sera per seguire l’intervento dell’assessore ai Lavori pubblici Aldo Modonesi sullo stato dei lavori per collegare via del Lavoro, via Trenti e via Arginone. L’appalto fu vinto da un’associazione temporanea d’impresa la cui capofila era Cir, ha ricordato all’inizio, con cui però il Comune risolse lo scorso anno il contratto per inadempienza, affidandolo alla Ccc di Bologna, per la quale sta eseguendo i lavori la Coopcostruzioni (la stessa del nodo di San Giorgio e di parte della bretella via Comacchio – Ospedale di Cona).
Una scelta che sta soddisfacendo il Municipio (in realtà anche i presenti ieri sera, che sul punto non hanno avuto da ridire), visto che, “entrata nel vivo dei lavori ai primi di marzo – ha ricordato Modonesi –, sta rispettando il cronoprogramma”.
Quali le prossime realizzazioni, e quando? “Domani – oggi, ndr – dovrebbe iniziare la costruzione della metà di rotonda che dà su via Arginone, che sarà aperta al traffico entro giugno, rendendo possibile la demolizione di parte del viadotto”. Quanto all’altra metà, quella che dà su via del Lavoro, l’ingegnere Ferruccio Lanzoni, dirigente del Settore edilizia ha ricordato che l’accordo con l’impresa prevede il suo completamento “in dicembre”, un completamento che però Modonesi si è ottimisticamente sentito di anticipare “anche a novembre o ottobre”. Male che vada, insomma, i lavori dovrebbero finire prima di San Silvestro.
L’interesse di molti presenti, però, verteva soprattutto su quando via Arginone sarà collegata a questa nuova viabilità, visto che oggi si riesce ad accedere al tratto della strada compreso tra l’incrocio con via Trenti e il sottopassaggio solo dalla rotatoria di via Trenti, e non più dal viadotto. “Siamo rimasti imbottigliati – hanno lamentato diversi interventi –, e le attività artigianali, il forno in particolare, hanno perso clienti”.
Ecco, per tale collegamento bisognerà aspettare – nell’ipotesi peggiore – quasi un anno. Dopo l’apertura al traffico dell’intera rotonda, infatti, “dovremo osservare il comportamento del rilevato – ha affermato Lanzoni –, perché può essere che si assesti e vada un po’ giù”. Niente di strano, hanno spiegato ingegnere e assessore, fa parte della fisiologia in lavori del genere, e appunto per questo “bisognerà monitorarli per novanta giorni al massimo”, dopodiché si asfalterà la rampa d’accesso, vi si traccerà la segnaletica (“occorrono un paio di giorni”) e finalmente si aprirà. Saremo, al massimo, nel marzo del 2013, e a quel punto dovrebbe essere davvero tutto finito.
Ai partecipanti all’incontro, però, questo tratto di via Arginone non crea problemi solo per i lavori in corso, ma pure – e forse anche di più – per la situazione in cui “la strada versa da oltre vent’anni: la carreggiata, oramai a dorso d’asino per le diverse asfaltature senza fresatura – hanno denunciato diversi interventi –, è unica per pedoni, ciclisti e macchine che viaggiano velocissime, mentre ai lati ci sono solo buche e sassi”.
In effetti un progetto al riguardo esiste, e datato 1999, ma il problema sono, come capita spesso, i soldi. “Gli espropri, la realizzazione di nuove fognature, nuove illuminazioni, pista ciclopedonale e posteggi – ha stimato Modonesi – costano un milione di euro”, soldi che, ha ricordato il sindaco Tagliani che lo affiancava, “nel bilancio del Comune non ci sono”. Ci si potrebbe accontentare, in attesa di tempi migliori, della fresatura e di una asfaltatura a pianta larga, che arrivi a lambire i fossi e le proprietà private: costerebbe 100mila euro.
Ma questo, si è concluso ieri sera, sarà tema di un altro incontro.
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