Condannato in rito abbreviato a 3 anni e 4 mesi per violenza sessuale su una bambina di 7 anni. E’ il verdetto uscito ieri mattina dall’aula C del tribunale di Ferrara al termine del rito abbreviato che vedeva come imputato un ferrarese di 53 anni per fatti avvenuti nel luglio del 2009 a Ferrara.
Secondo l’accusa l’uomo avrebbe adescato la piccola, quel giorno affidata alla nonna, mentre stava giocando nel giardino di una corte comune a un gruppo di abitazioni. Con la scusa di farle vedere dei peluche l’avrebbe attirata all’interno di un garage e qui l’avrebbe palpeggiata.
Il 53enne, vicino di casa della famiglia della vittima, venne notato da una testimone in quelli che definì “atteggiamenti sospetti”. In aula la donna dirà che vide solamente un intreccio di mani. Quando bastò comunque a spingerla a chiamare la madre per invitarla a portar via la figlia. Sul momento la madre non capì immediatamente cosa fosse successo. Probabilmente nemmeno lo sospettò.
Solo dopo aver notato un cambiamento nei comportamenti della piccola, diventata improvvisamente più aggressiva, si fece raccontare dalla figlia cosa fosse successo. La bimba verrà anche chiamata a testimoniare in incidente probatorio su quanto accaduto. Andò quindi a denunciare il vicino di casa ai carabinieri.
Ieri, al termine della discussione, il pm Nicola Proto ha chiesto 5 anni di pena. Il gup Monica Bighetti ha riconosciuto invece la tenuità del fatto e scelto una condanna inferiore, a 3 anni e 4 mesi, oltre a 20ila euro di provvisionale riconosciuta ai genitori, costituiti parte civile attraverso l’avvocato Paola Zavaroni.
La difesa, sostenuta dagli avvocati Matteo Mangolini e Rita Cirignano, annuncia che farà sicuramente appello. “Aspetteremo di leggere le motivazioni della sentenza – preannuncia Rita Cirignano -, ma possiamo già anticipare che dal nostro punto di vista la perizia disposta dal tribunale ci è sembrata lacunosa, non ha tenuto conto di alcune situazioni”. La stessa vicina che ha testimoniato “ha detto di non aver visto ‘giochi proibiti’, ma solo un intreccio di mani. Da quanto emerso in aula, poi, l’episodio si è molto ridimensionato rispetto alla querela iniziale che parlava di più episodi di violenza”.
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