Fiscaglia
27 Febbraio 2012
La storia di una madre che ora rischia di perdere tutto

Rovinata dal figlio

di Redazione | 3 min

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I risparmi di una vita sono andati in fumo e ora rischia di vedersi portar via anche le ultime cose che le rimangono. La signora Rosa, un’anziana vedova di Migliarino, rischia di perdere tutto ciò che possiede a causa dei debiti procurati dal figlio, scoperti ormai quando era troppo tardi. Ammonta a circa 50mila euro la somma che la donna settantenne deve versare ad Equitalia, pena la perdita del terreno agricolo che costituisce – accanto alla pensione – la sua principale fonte di reddito.

“ L’esproprio potrebbe essere ordinato ad un giorno all’altro – sottolinea l’avvocato Barbara Colombari, che ha preso a cuore la situazione della donna e la assiste a livello legale -. Se non è ancora stato attuato lo si deve unicamente ai funzionari della società, che hanno compreso la vicenda e hanno cercato di fermare le pratiche, che tuttavia non potranno aspettare per sempre”.

La signora racconta con amarezza la vicenda giudiziaria che l’ha portata per tanti anni nelle aule del tribunale di Ferrara, e che ancora attende di essere risolta: “mio figlio ora ha smesso di chiedermi soldi, ma me ne ha fatte veramente di cotte e di crude”.

Risale a quattro anni fa la prima denuncia di Rosa, per provare a risolvere la tragica situazione finanziaria in cui il figlio quarantenne l’aveva coinvolta. L’anziana delegava a lui il pagamento delle bollette relative al terreno che aveva ereditato dal marito. Il figlio però – disoccupato, come pure la propria convivente – fingeva solamente di saldare i conti. In realtà teneva per sé il contante che gli veniva affidato. La scoperta  della verità per la vedova è arrivata quando Equitalia ha iniziato ad inviarle a casa le ingiunzioni di pagamento.

Il figlio nel frattempo fingeva di essersi comportato sempre in modo regolare, addirittura presentava alla madre un bollettino postale con impresso sopra il timbro di una finta ricevuta di pagamento. E intanto continuava a chiederle denaro e – a detta della donna – a minacciarla. Per queste vicende – nella fattispecie per violazione di domicilio – l’uomo è stato condannato a gennaio a sei mesi di reclusione (vai all’articolo). Una magra consolazione per l’anziana, che si trova tutt’ora in condizioni di grave difficoltà.

La signora Rosa vorrebbe saldare i propri debiti vendendo la casa che possiede a Ostellato, dove abitano il figlio e la compagna. Aveva chiesto loro la riconsegna dell’immobile, ma i due si sono opposti. Hanno presentato al giudice un documento scritto a mano, nel quale si legge come l’anziana cedesse loro l’abitazione vita natural durante. Sono state ovviamente condotte delle indagini per verificare l’originalità del testo, e la questione ha portato all’apertura di due processi paralleli. In sede civile è stata già stabilità la falsità della firma apposta. Resta pendente il processo penale.

“Fino a quando questa vicenda non si sarà chiusa – spiega l’avvocato Colombari – non sarà possibile vendere l’appartamento, e di conseguenza nemmeno saldare i debiti”. L’esasperazione dell’anziana è profonda, anche perché non può contare sull’aiuto di altri familiari, e deve inoltre fare fronte a diversi problemi di salute.

A maggio si dovrebbe arrivare alla sentenza ma l’avvocato Colombari è cauta nell’indicare una data. Il figlio e la sua compagna, imputati per la falsificazione dei documenti, “hanno infatti proceduto fino ad oggi rinviando ad oltranza il dibattimento, adducendo di volta in volta motivi e giustificazioni diverse, e cambiando – nell’arco di questi anni – otto legali diversi. La speranza è che nel frattempo i funzionari di Equitalia non siano costretti a procedere”.

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