Politica
13 Gennaio 2012
“La famiglia non avvisata perché l'indagine epidemiologica era ancora in corso”

Legionella, le risposte della Zappaterra

di Marco Zavagli | 3 min

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Quattro risposte per quattro domande. Si conclude così – forse – la polemica tra Silvana Mura e Marcella Zappaterra. Il segretario regionale dell’IdV, all’indomani del ritiro delle deleghe a Fiorillo, aveva rivolto pubblicamente quattro interrogativi alla presidente della Provincia di Ferrara (vai all’articolo), tradottisi poi in una interpellanza del consigliere dipietrista Alessandro Rorato, sulla morte di un’anziana per legionellosi.

Sulla prima questione, relativa all’informativa sul decesso di legionella, Zappaterra spiega di essersene stata informata ufficiosamente tramite telefonata del direttore Rinaldi nella serata del 13 ottobre. Il direttore generale dell’azienda ospedaliera le segnalò “la presenza dell’antigene della legionella negli esami e mi ha detto che avrebbero fatto gli approfondimenti sul caso della signora”.

Perché allora non ha informato l’assessore competente, né la giunta, né ha dato comunicazione pubblica che nell’ospedale Sant’Anna una donna è morta a causa di un’infezione da legionella? Semplicemente perché “non spettava a me dare comunicazioni pubbliche ufficiali su un tema regolato da normative sulla privacy, non essendo in possesso delle informazioni mediche di dettaglio e tantomeno dopo aver avuto un’informativa ufficiosa senza che a quella data l’indagine epidemiologica fosse stata conclusa”. L’informazione era comunque “di stretta competenza dei vertici dell’azienda ospedaliera che ha seguito il caso in tutta la sua complessità”.

Quanto alla terza domanda, sulla presunta incongruenza temporale delle dichiarazioni rese alla stampa, la presidente ricorda che “il decesso della signora ed i risultati di laboratorio che confermano la presenza dell’antigene della legionella sono del 7 ottobre”, ergo “non  capisco la domanda. La signora purtroppo aveva un quadro clinico molto complesso che anche per questioni di privacy non posso rendere pubbliche, ed è deceduta per insufficienza cardiorespiratoria acuta”.

Sulla condotta dei vertici del Sant’Anna, infine, la Zappaterra spiega che “il direttore generale, il direttore medico di presidio, la responsabile dell’urp, il direttore del reparto di nefrologia, il direttore della rianimazione, il medico della rianimazione presente al momento del decesso hanno incontrato la famiglia il 15 dicembre ed hanno rifatto il percorso clinico. Al momento del decesso (il 7 ottobre) era stata fatta una comunicazione su complicanze polmonari come probabile causa di morte e il 15 dello stesso mese non era ancora stata data comunicazione alla famiglia perché l’indagine epidemiologica si stava concludendo”.

Fine della questione? Nemmeno per sogno, secondo Rorato, che considera le risposte “evasive ed incomplete” e che lasciano spazio ancora a molte perplessità”. In particolare “la presidente dichiara di essere stata informata del fatto il 13 ottobre con una telefonata ufficiosa da parte del direttore generale Rinaldi”. “È inspiegabile – aggiunge il consigliere Idv – che, del fatto, poi non sia stato messo al corrente anche l’assessore alla sanità Massimiliano Fiorillo. Cacciato dalla giunta dopo aver rivolto il problema alla Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari”.

Il secondo dubbio dell’ormai esponente di opposizione riguarda il fatto che “si è precisato per la prima volta in modo chiaro che sono ancora in corso accertamenti clinici volti a determinare la reale causa della morte della paziente. In sostanza non sarebbe ancora accertato che causa della morte sia stata la legionellosi. Sul punto bisognerà quindi attendere l’esito delle analisi per stabilire se vi siano state responsabilità in ambito ospedaliero”.

Per quanto riguarda poi l’aspetto della trasparenza nei confronti dei parenti, secondo Rorato “è inopportuno che essi siano venuti  a conoscenza di tutta la vicenda soltanto dalle pagine dei giornali, quando invece era preciso dovere dei medici avvisarli ben prima che il caso esplodesse”.

“Alla luce di tutto ciò – conclude il consigliere, girando una ulteriore domanda agli ex alleati – appare ancora più improvvido il ritiro delle deleghe al vice presidente della provincia di Ferrara dell’Idv Massimiliano Fiorillo proprio nel momento in cui chiedeva maggior trasparenza sulla vicenda. Ma di tutto ciò cosa ne pensa il Pd che finora non ha espresso alcuna posizione in merito?”.

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