Cento
14 Dicembre 2011
Rinviato a giudizio l’uomo che la costrinse a 15 anni di inferno

Calci e pugni alla moglie, anche quand’era incinta

di Marco Zavagli | 2 min

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Cento. Quindici anni di inferno. Tanto è durata la convivenza, a tratti forzata, che ha cambiato la vita a una giovane donna residente nel centese. Ieri nell’aula del tribunale di Ferrara è stato rinviato a giudizio dal gip Monica Bighetti il marito, un uomo di 49 anni originario di Crotone, che il pm Filippo Di Benedetto accusa di maltrattamenti in famiglia.

Maltrattamenti che si sarebbero accumulati in 15 anni, dal 1992 al 2007. Al 31 ottobre 2007, per la precisione, quando lei finì in ospedale e il referto venne esaminato dai carabinieri. Secondo quanto la donna racconterà in seguito agli inquirenti, il marito l’avrebbe sottoposta a percosse quasi quotidiane, con calci, spinte e schiaffi proseguiti anche nella fase della gravidanza.

Avrebbe anche costretto la coniuge a rapporti sessuali indesiderati.

Quando non la picchiava minacciava di farlo, facendola sprofondare nel terrore. Sempre secondo il capo di imputazione, quando non usava le mani, il 49enne era capace di ferirla anche con le parole, rivolgendole epiteti irripetibili. La cieca violenza del marito, infine, le avrebbe impedito anche di vedere la famiglia.

Questo inferno sigillato tra i muri di casa finirà nell’ottobre del 2007, dopo l’ennesima umiliazione. Tutti fatti, questi, trascritti nei verbali dei carabinieri e che hanno convinto il gip a rinviare a giudizio l’imputato, ieri non  presente in aula. Così come la vittima che, forse per paura o per il trauma di rividere il suo persecutore da vicino, non si è nemmeno costituita parte civile.

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