Eventi e cultura
1 Agosto 2011
A Palazzo Bellini la mostra di Ippolita Franciosi in occasione delle giornate garibaldine

Lo sguardo di Anita con gli occhi del presente

di Redazione | 3 min

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unnamed (9)Comacchio. Da oggi a Palazzo Bellini si potrà vedere il passato con gli occhi del presente. Si tratta della mostra intitolata “Anita d’amore e di guerra”, curata dalla fotografa e giornalista Ippolita Franciosi, presentata questa mattina alla galleria d’arte di Palazzo Bellini in occasione delle giornate garibaldine.

“Il Comune di Comacchio – spiega il sindaco Paolo Carli in sede di inaugurazione – partecipa alla manifestazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia ed è un onore oggi salutare l’iniziativa che dedica spazio ad Anita Garibaldi e al suo legame con il nostro territorio. Questa mostra ci vuole far ricordare il Risorgimento e tutte quelle donne che coraggiosamente hanno contribuito alla causa di un’Italia libera che non si sono accontentate di vivere un ruolo di passività, ma hanno sognato la libertà. Anita Garibaldi era un’autentica guerriera che combatteva con amore e passione al fianco del marito. Soprattutto non vanno dimenticate le donne che hanno avuto parte agli eventi della trafila garibaldina, vale a dire Rosa Fogli, vedova poverissima, che corse il grave rischio di prestare aiuto ai profughi stremati, dopo il fortunoso approdo alla Piallazza; Teresa De Carli Patrignani, che rischiò grosso quando venne ritrovata parte della sua dote con la quale aveva cercato di accomodare Anita morente sulla battana in cui stava fuggendo. E la stessa madre di Nino Bonnet, Barbara Guggi, coinvolta nella pianificazione della fuga”.

“Spesso i libri di storia non riportano le figure femminili che hanno partecipato al Risorgimento -ricorda Anna Quarzi, direttrice dell’istituto di storia contemporanea di Ferrara che ha collaborato alla realizzazione della mostra -. La mostra non tratta della storia di Anita Garibaldi, ma solo dei suoi ultimi tre giorni di vita. Ippolita Franciosi guarda Anita in questi giorni con gli occhi di una donna di oggi”.

unnamed (10)La mostra si presenta come una visione particolare dell’artista, che percorre attraverso una trentina di fotografie, i luoghi solcati dalla nostra eroina: “ho cercato di evitare quelli che sono diventati troppo diversi” spiega la fotografa.

Ogni immagine è accompagnata da una didascalia, tratta dalle memorie di Garibaldi, che illustra la storia degli ultimi giorni di vita di Anita: così, partendo dall’imbarco a Cesenatico, è possibile vedere attraverso gli occhi del presente scorci di Porto Garibaldi, del Capanno Cavalieri (dove la coppia ha ricevuto un primo aiuto), delle valli di Comacchio, fino a giungere a Mandriole, dove è stata sepolta per la prima volta (nel 1932 la salma è stata trasportata al Gianicolo di Roma).

“Anita non è mai stata nella città Comacchio, per questo ho fotografato solo il riflesso dei Trepponti” racconta Ippolita Franciosi.

Alla cerimonia inaugurale erano presenti anche il prefetto vicario Massimo Marchesiello, il comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri Antonio Labianco, il comandante della compagnia carabinieri di Comacchio Luca Nozza e i due comandanti della Guardia di Finanza di Comacchio Nicola Granieri e Federico Moca.

La mostra, corredata dalla proiezione di un film muto risalente al 1912, rimarrà aperta fino al 18 agosto, per poi spostarsi a Corvara: “in questo modo Comacchio e Anita Garibaldi saranno portati in giro per tutta Italia” conclude soddisfatta Anna Maria Quarzi.

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