Cronaca
24 Gennaio 2011
Due ragazzi estranei all’istituto entrano in classe e schiaffeggiano un 14enne

Bullismo, spedizione punitiva in classe

di Marco Zavagli | 3 min

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Sono entrati poco prima del’inizio delle lezioni. Agli astanti è sembrata quasi una spedizione punitiva. Cercavano quello che aveva “sgarrato”. E lo sono andati a scovare in classe. Non appena lo hanno trovato, uno dei due lo ha tenuto fermo, l’altro gli ha mollato uno schiaffo sul viso.

È l’episodio di bullismo che si sarebbe registrato sabato mattina all’interno dell’istituto tecnico Einaudi di Ferrara. Un episodio dalle conseguenze fortunatamente lievi, ma che lascia emergere alcune preoccupazioni per quanto riguarda le modalità con cui sarebbe maturato. In orario scolastico. Da parte di giovanissimi (i protagonisti hanno tutti 14 anni) esterni alla scuola superiore, che non si sarebbero fatti remore di entrare in via Savonarola per portare a termine il loro disegno.

Non appena venuta a conoscenza dell’episodio, la dirigenza scolastica ha avvertito le forze dell’ordine. Sul posto è arrivata una pattuglia della polizia che, data la delicatezza della situazione, ha agito con il maggior tatto possibile. Il ragazzino vittima dell’aggressione è stato sentito in presidenza. Una volta  identificati i “bulli”, sono stati convocati i rispettivi genitori per spiegare la situazione e cercare di far capire ai ragazzini la gravità del loro gesto.

Il tutto si è risolto con una “ramanzina” e non è stata sporta denuncia. A monte del gesto ci sarebbero stati motivi sentimentali. Uno degli “intrusi” voleva che l’altro lasciasse stare la propria ragazza.

Il fatto però lascia dietro di sé uno strascico polemico. In particolare per quanto riguarda la sicurezza nelle scuole. Un genitore, infatti, scrive alla redazione di Estense.com per tornare a porre all’attenzione generale il tema della video sorveglianza. Proprio il dirigente scolastico dell’Einaudi, Girolamo Piro, mesi fa aveva dichiarato su un quotidiano locale che le telecamere “servirebbero a controllare eventuali presenze estranee e dubbiose verificate più volte dai docenti”.

Contro quella proposta, però, si scagliarono gli stessi studenti. A troncare definitivamente la questione intervenne poi il Consiglio d’Istituto che bocciò da un punto di vista finanziario l’idea di installare telecamere in corrispondenza dei luoghi di accesso dall’esterno.

Non si rassegna però il genitore, che lamenta la situazione disciplinare delle prime classi, “che non si può imputare all’azione di docenti e dirigente – scrive – perché le manifestazioni caratteriali dei singoli evidenziano una totale mancanza di educazione”.

Non solo. “L’intrusione di persone estranee – aggiunge il genitore -, in questo caso e in altri già riportati dal personale Ata e dai docenti anche con segnalazioni alle forze del’ordine rendono insicura la vita degli studenti”. A questo si aggiunge il “sospetto che dai cancelli che si affacciano su via Praisolo e via Pergolato ci sia un passaggio di sostanze o bevande non consone all’attività scolastica che diventa sempre più vicino alla realtà”.

“Studenti e genitori del Consiglio d’Istituto – conclude il genitore – si sono scagliati contro il dirigente scolastico per l’installazione delle telecamere ma l’esempio di oggi [sabato, ndr] dovrebbe far riflettere e mi sembra strano che per motivi di sicurezza un dirigente scolastico non possa disporre l’installazione di mezzi atti a proteggere i minorenni a lui affidati durante le ore di lezione. Si parla tanto di incidenti stradali del sabato sera, abuso di alcool, uso e abuso di stupefacenti e poi permettiamo che nelle scuole avvengano queste cose?”.

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