Cronaca
14 Gennaio 2011

Spisani non può essere processato

di Marco Zavagli | 2 min

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Massimo Spisani non può essere processato per motivi soggettivi. L’ex insegnante di 54 anni che aveva colpito lo scorso 5 luglio con dieci coltellate la convivente Louise Renate Heine Maioli, 66 anni, dopo un diverbio nel loro condominio di Via Boiardo, è incapace di partecipare ad un processo. Lo afferma la consulenza psichiatrica illustrata ieri all’udienza per tentato omicidio dal dottor Marino Gatti.

Già in fase di indagini il consulente aveva appurato come l’uomo fosse totalmente incapace di intendere e volere al momento del fatto. Allo stesso modo ne riscontrò però la pericolosità sociale. E di conseguenza Spisani fu affidato all’ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia.

Ieri il tribunale doveva decidere se sospendere o meno, proprio sulla base delle conclusioni di Gatti, il processo. La difesa, rappresentata dagli avvocati Davide Seren e Sergio Pellizzola, ha fatto notare come “secondo noi – affermano i legali – la sospensione andava decisa molto prima, già all’epoca della prima perizia di Gatti”. Il giudice ha respinto l’istanza difensiva, ma ha concesso alla difesa la rimessione in termini per poter optare eventualmente per un rito speciale. Nel frattempo Gatti dovrà valutare periodicamente (ogni sei mesi) le condizioni psichiatriche dell’imputato. I prossimi esami inizieranno a fine gennaio e il 16 marzo si terrà l’udienza nella quale verranno discusse le sue conclusioni. Al perito del tribunale la difesa ha affiancato come proprio consulente la psicologa Simona Bulgarelli.

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