Dopo l’arresto e la carcerazione, la legge ha riconosciuto la sua innocenza dopo 13 anni. È la storia kafkiana di un ferrarese di 59 anni, Franco Fuschini, accusato di rapine che non ha mai commesso.
È il 1997 quando Fuschini, insieme ad altre tre persone (Vittorio Raffaele Gallo, 55 anni ex dipendente delle Poste, Bruno Del Moro, 54 anni autista dell’azienda di trasporto pubblico di Livorno, e Giorgio Mariotti, romano di 40 anni) finisce in manette. Gli si contestano due colpi attribuiti alla cosiddetta “banda degli onesti” avvenuti uno a gennaio e uno a settembre del ’96 in uno stesso ufficio postale di Roma.
Si trattava di due rapine – come riporta l’agenzia di stampa Omniroma.it – in cui i malviventi avevano utilizzato lo stesso modus agendi: sempre in tarda mattinata, verso l’orario di chiusura; sempre con due uomini armati che possedevano le chiavi degli uffici postali e riuscivano ad entrare una volta dal retro e l’altra dall’ingresso alla zona degli sportelli. La prima rapina fruttò alla banda 316 milioni di lire in contanti e quasi 19 milioni di lire in valori bollati e francobolli. La seconda 84 milioni di lire e circa 660 milioni in valori bollati.
Le indagini portano l’anno successivo all’arresto di Fuschini e dei suoi presunti complici. La sentenza di primo grado, che lo condanna a 5 anni di reclusione, arriva il 29 novembre 2004.
Ora, invece, la Corte Appello di Roma ha assolto lui e gli alti tre con la formula “per non aver commesso il fatto”. Al termine di questa via crucis giudiziaria (si attende il terzo grado in Cassazione), è probabile che Fuschini – così come già annunciato dal difensore di un altro degli imputati – proponga istanza di risarcimento per ingiusta detenzione verso lo Stato.
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