La 1000 Miglia incanta Ferrara e torna a Bondeno
La Freccia Rossa attraversa Corso Ercole I d'Este rendendo omaggio a Palazzo dei Diamanti
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Se n'è andato all'età di 96 anni Umberto Bentivoglio, figura storica del socialismo ferrarese. A darne notizia è il segretario provinciale del Psi Gianni Squarzanti, che lo ricorda come “compagno autorevole, dirigente del nostro partito ed esempio di serietà ed onestà”
Si è spento all'età di 69 anni Aldo Pappalardo, ex comandante del Norm di Ferrara. Nato a Palermo e arrivato a Ferrara all'inizio degli anni Duemila, Pappalardo lascia nell'Arma un grande vuoto
Con un rapporto debito/Pil pari a 0,20%, l’Emilia-Romagna si conferma la Regione meno indebitata d’Italia. È quanto è emerso dalla presentazione del Rendiconto 2025 avvenuta oggi nel corso della commissione Bilancio presieduta da Annalisa Arletti
Alcuni tentativi di truffa telefonica realizzati utilizzando impropriamente il nome del Cup fanno scattare la segnalazione dell'Azienda Usl di Ferrara

Il prefetto Raimondo, Carlo Alberto Roncarati, il questore Longo, il colonnello Labianco e il colonnello Bernabei
“Pensa bene prima di comprare”. La campagna di sensibilizzazione contro l’abusivismo commerciale, indetta la scorsa estate in concertazione tra Camera di Commercio di Ferrara, forze dell’ordine ed associazioni di categoria compie un passo avanti. Quello della provocazione. “Non comprare merce illegale non è più sufficiente come monito” – ha spiegato nel corso dell’apposita conferenza stampa allestita in Prefettura il colonnello della Guardia di Finanza di Ferrara, Fulvio Bernabei – c’è bisogno di qualcosa che faccia leva sulle coscienze più che sulle menti. Chi compra merce contraffatta deve rendersi conto che non si macchia solamente di un comportamento illegale, ma di un comportamento immorale”.
Le vetrofanie e il materiale informativo quest’anno porteranno agli occhi dei potenziali acquirenti immagini di bambini mentre sono al lavoro, davanti a macchine da cucire ad esempio: “Per chi come noi – ha continuato Bernabei – è entrato in laboratori abusivi con quindici persone al lavoro, spaccati di vita disumana dove minori non vedevano mai la luce del sole, bambini che si addormentavano a scuola al mattino perché di notte lavoravano, infanzie totalmente negate, è impensabile che non venga accettato il messaggio che cerchiamo di trasmettere con questa campagna. Dobbiamo gridarlo in faccia da dove arriva la merce, chi compra deve capire di possedere una scarsa sensibilità verso questo tipo di problematiche sociali e arrivare a guardarsi allo specchio”.
Bernabei fa un paragone forte, chiave di volta per la buona riuscita del progetto: “Le persone che vedono le immagini dei bambini sfruttati e si accingono a comprare un prodotto, se si immedesimano nei panni del fratello, nel nonno, nel padre di quei minori… beh, non compreranno mai più”.
Le forze dell’ordine – nessuna esclusa sul territorio- non molleranno certo la presa sul monitoraggio del territorio, ma è proprio l’anello finale della catena del mercato abusivo cui viene fornito un potere inequivocabile, quello di una scelta consapevole. “Noi siamo i migliori avvocati ma anche giudici di noi stessi, per questo arrivare a capire per chi acquista di compiere un gesto immorale è la base per risanare”, ha concluso Bernabei.
La sostanza, insomma, è che c’è abusivismo perché c’è chi compra. Semplice.
Si diceva delle immagini forti riportate sulle immagini pubblicitarie che connotano l’intera campagna. “Sono disperati, emarginati del lavoro” li ha definiti il prefetto di Ferrara, Provvidenza Raimondo “che non si possono difendere. Questa campagna è focalizzata su aspetti diretti, e la Camera di Commercio ci ha seguiti in questa scelta impegnativa e forte. Abbiamo voluto aprire una riflessione sul lavoro irregolare che c’è alla base del fenomeno, che sottende sì lo sfruttamento dei lavoratori ma cosa ancor più grave lo sfruttamento minorile”.
Infatti “solo la repressione è difficile possa contrastare in maniera totale un fenomeno così” ha commentato Carlo Alberto Roncarati, presidente della Camera di Commercio di Ferrara, “difficile strutturalmente riuscire a coprire tutte le aree in cui sviluppa l’abusivismo. La sensibilizzazione si è dimostrata efficace – riporta il manager relativamente alla prima campagna, quella del 2009 – ed abbiamo ricevuto consensi notevoli da parte di associazioni commercianti, artigiani e gli stessi imprenditori, che per la prima volta hanno detto di non sentirsi più soli in questa battaglia”.
“La scelta di immagini forti – ha proseguito Roncarati – è stata fatta apposta per far riflettere. E’ necessario spostare lo sguardo dal vu cumprà, che è a valle del mercato, pensando a quello che c’è a monte della catena, all’origine del lavoro”.
A sostegno della campagna pubblicitaria un bando per allargare la rete preventiva alle associazioni di categoria, un numero verde (“ma la maggior parte delle segnalazioni sono anonime e questo non ci aiuta”) e una casella di posta elettronica certificata.
“Il risultato cui assisteremo – ha concluso il numero uno della Cciaa – sarà frutto del lavoro congiunto di più parti, un grosso aiuto alle imprese, in un periodo come quello che stiamo attraversando, dove la base è il semplicemente il rispetto delle regole imposte da una società civile”.
Il progetto è stato messo a disposizione gratuitamente di tutte le Camere di Commercio del Paese, in attesa del progetto ministeriale che coinvolge Unioncamere.
Ma c’è anche un aspetto che riguarda la salute legato al giro del mercato della contraffazione: “L’utilizzo di prodotti contraffatti – ha sottolineato Massimiliano Fiorillo – assessore alla sanità e servizi sociali della Provincia di Ferrara – ha effetto sulla salute, e non pensiamo che la cosa riguardi solo la contraffazione dei prodotti alimentari”.
Senza dimenticare il giro di denaro nero, fine primario della contraffazione: “La maggior parte dei prodotti illegali è gestita dalla criminalità organizzata – altro punto sottolineato da Fiorillo – che si alimenta con i proventi di questo mercato sotterraneo. Chi acquista pensa di aver fatto l’affare della vita, in realtà è la prima vittima” conclude l’esponente della Provincia, puntando l’attenzione sul ruolo basilare che una corretta informazione può avere in questi frangenti.
Sulla stessa lunghezza d’onda Deanna Marescotti, assessore al Commercio e alle Attività produttive, che vede trasparire dalla campagna il concetti di legalità e che ha sottolineato di come l’abusivismo “è uno di quei fenomeni che vanno bombardati in continuazione e che riemergono appena si allenta la presa”.
Dalla conferenza si alza anche la voce di Unindustria Ferrara, che sottolinea come l’abusivismo sia una delle forme di concorrenza sleale più spinte e di come la campagna arrivi dopo anni di lotta per la difesa del made in Italy.
La campagna è già pronta a partire – per esigenze di calendario – dai Lidi, ma dal momento che l’abusivismo non è assolutamente un discorso stagionale, ha rimarcato il prefetto, la pubblicità arriverà anche sul territorio comunale. In ordine di apparizione prima la cosiddetta pubblicità dinamica, ovvero i manifesti sugli autobus che conducono sul litorale, parallelamente alla divulgazione di materiale informativo sempre sulla costa tra esercizi commerciali, bagni ed associazioni di categoria; poi l’informazione si irradierà verso Ferrara, in previsione campagne all’interno dei centri commerciali nonché un apposito videoclip che verrà proiettato nei multisala prima dell’inizio delle proiezioni.
L’autunno vedrà poi il passo naturalmente successivo a questa iniziativa: un tavolo che metterà insieme numerose associazioni del territorio per dare continuità all’impronta tracciata nei mesi estivi, e che potrebbe diventare occasione per dare una svolta importante, attesa ora più che mai, all’economia locale. Più forze coese, una rete: è ciò che necessita infatti secondo Corradino Merli, direttore provinciale Cna, organismo che ha già provveduto a distribuire tra i propri associati un questionario che contiene anche domande inerenti il doloroso tema. Finora, dai 522 compilati, sono emerse “talmente tante sfaccettature che pensare che sia una questione facile da risolvere è impensabile, si sono aperte mille direzioni e visioni dell’argomento. Ma c’è un aspetto positivo che emerge: le imprese oggi hanno fatto un passo in avanti: hanno capito che non ci può essere distanza con chi ha il ruolo di reprimere questo fenomeno, ma solo collaborando si può tentare di arginarlo. Infatti, dopo le idee più scontate per risollevare le aziende, come abbassare i costi di gestione e la pressione fiscale, al terzo posto gli stessi imprenditori propongono più controlli, il più efficaci possibile. La situazione è tale che non può non emergere netta la voglia di collaborare”.
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