Economia e Lavoro
24 Febbraio 2010
Il ministero propone un advisor. Si presenta il gruppo italo-cinese

Oerlikon: ancora fumata nera

di Marco Zavagli | 2 min

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Cento. È durato un paio di ore ieri pomeriggio il tavolo tecnico a Roma con la Oerlikon Graziano che ha visto impegnata l’amministrazione comunale di Cento (con il sindaco Flavio Tuzet e l’assessore Bertani) a fianco delle sigle sindacali di Fim, Fiom e Uilm e dell’amministrazione provinciale (con l‘assessore Carlotta Gaiani e la presidente Marcella Zappaterra) per risolvere la questione della chiusura definitiva della sede di Cento e valutare la possibilità di una continuità produttiva all’ombra del Guercino.

La proprietà ha fatto capire di non vedere troppe prospettive al di là del prossimo luglio (data cui è slittata l’intenzione di dismettere la struttura di via Ferraresi, inizialmente paventata per marzo). Il ministero ha proposto, quindi, di affidare a una società di advisor la ricerca sul mercato di eventuali investitori interessati al reparto dell’automotive. Un’idea che potrebbe allargare il ventaglio di possibilità su cui costruire il futuro degli oltre 200 dipendenti.

Il rappresentante dell’azienda però ha messo le mani avanti, chiarendo che non aveva ancora la delega per una decisione di questo tipo e assicurando una risposta per il 18 marzo, giorno in cui tornerà a riunirsi il tavolo tecnico.

All’incontro nella sede del Ministero delle Attività Produttive, non invitata né attesa, si è presentata anche una piccola delegazione del cosiddetto “fondo cinese” (in realtà si tratterebbe di imprenditori italiani che fanno riferimento a una società di Hong Kong), che già nel recente passato avevano manifestato interesse, al momento solo verbale, verso lo stabilimento centese.

Il ministero, però, ha stabilito di rispettare l’ordine del giorno e rinviare il relativo approfondimento a un momento successivo, che potrebbe essere anch’esso il 18 marzo. Su questo nuovo gruppo incombe incognita delle reali volontà di azione: “la cordata sembra interessata anche allo stabilimento Fiat di Termini Imerese per dare corso a una filiera italiana dell’automotive – spiega l’assessore provinciale alle Attività produttive Carlotta Gaiani -; c’è da capire se l’interesse per lo stabilimento centese è svincolato al resto o se la loro azione propende per un ‘pacchetto completo’: o tutto o niente”.

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