Aveva ragione lui: la segnaletica delle nuove rotatorie cittadine non è conforma alle norme del codice della strada. Francesco Rendine ha vinto la sua personale battaglia contro le “rotonde” e, forte della risposta del ministero dei Trasporti, deposita una interpellanza per chiedere la rimozione dell’assessore Modonesi e del mobility manager Pocaterra.
Andiamo con ordine. I dubbi sulla correttezza della segnaletica il consigliere di Futuro e Libertà li aveva segnalati più di un anno fa all’assessorato competente, ma la risposta fu una nota di Pocaterra che “sosteneva caparbiamente – scrive Rendine nell’interpellanza – la validità della segnaletica presente”.
Non soddisfatto, il consigliere si rivolse al Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche per Emilia Romagna e Marche (vai all’articolo), che girò le osservazioni al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Da Roma, lo scorso 3 dicembre, è arrivata la risposta, che in verità concede il “beneficio del dubbio” all’amministrazione comunale.
Viene sì riconosciuta “un’effettiva sovrabbondanza di segnaletica nell’ambito della rotatoria in questione”, una situazione che “potrebbe indurre l’utente una possibile difficoltà nel collocare l’effettivo senso direzionale da percorrere”. Ma questo “non toglie il fatto che trattandosi di nuove arterie, l’amministrazione non abbia inteso momentaneamente “guidare” con maggiore incisività il comportamento degli utenti in quel tratto stradale”.
La nota ministeriale, firmata dal direttore tecnico Antonio Papa, conclude affermando che comunque “la segnaletica dovrà a breve termine essere riportata ai canoni stabiliti dalla normativa vigente”.
Quelle righe danno quindi il “la” a Rendine per ricordare che la documentazione fotografica prodotta da lui stesso in altre occasioni dimostra che “il problema della segnaletica malposta o assente interessi l’intera città”.
Gli esempi elencati in interpellanza riguardano via Fausto Beretta, dove “lo stesso assessore ha pubblicamente riconosciuto che mancano cartelli che avvisano i ciclisti dell’unico senso di percorrenza”; Corso Porta Po, per il quale “è stata giudicata erronea (e conseguentemente modificata) la segnaletica orizzontale”; via Bologna, dove “è palesemente sbagliata la segnaletica orizzontale di margine perché impedisce di svoltare nelle traverse”.
Detto questo, secondo l’esponente dell’opposizione “si palesa l’assenza di coordinamento tra ufficio verde e mobilità”. Tutti “errori”, secondo il consigliere, che “dimostrano come a causa del pressappochismo dell’assessore alla Mobilità e del corrispondente dirigente l’amministrazione comunale sostenga spese inutili”.
Spese inutili che quindi, ragiona Rendine, “potrebbero costituire elementi in cui si ravvisa un danno erariale”.
Per questi motivi l’esponente di centrodestra chiede di valutare addirittura “la sostituzione dell’assessore e del dirigente alla mobilità del Comune di Ferrara con persone meno supponenti e più afferrate in materia di circolazione stradale”.
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