Lettere al Direttore
20 Dicembre 2010

Cani e civiltà

di Mauro Alvoni | 2 min

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c’è la difficoltà economica, c’è la neve, c’è la rivolta degli studenti, c’è….e tante altre cose negative. Io, proprio per quanto sopra, voglio scrivere d’altro: dei cani o meglio della possibilità per i cani di seguire i loro padroni nel bar, nel negozio, nel piccolo o grande supermercato, nel ristorante ecc. Pare che a Ferrara i cani possono entrare negli uffici pubblici, ma nell’ufficio postale no. Possono entrare in diversi bar e negozi di varie tipologie. Però troppe volte dove c’è il divieto, che pare a discrezione, non c’è il gancetto o è messo quasi nascosto, senza una targhetta indicativa, e a dire la verità, quando ci sono, i gancetti non sono funzionali.

La mia esperienza è che vado a bere il caffè e la Lilli mi segue in alcuni bar; dove c’è il divieto non vado più e ho avvertito della cosa. Ci sono poi vari negozi ospitali o che hanno il gancetto così sono diventata selettiva. C’è una cosa che mi irrita e che mi da la sensazione di essere presa in giro, è quando i commercianti o titolari di bar mi dicono che per il gancetto ci vuole il permesso del comune! Da questa estate sono spuntate le ciotole con l’acqua in diversi luoghi, una cosa bella e gentile. Sono convinta che in tempi di vacche magre gli esercenti dovrebbero prendere in considerazione la possibilità di assumere un comportamento accogliente verso gli acquirenti-padroni di cani.

Il volume di spesa per i cani è di miliardi di euro, il numero dei cani è di milioni e questi numeri si fondono con il turismo. E’ evidente e essenziale che da parte dei padroni dei cani ci deve essere, come nella stragrande maggioranza dei casi c’è, educazione, rispetto e autocontrollo a seconda della taglia del loro amico. A quelli che dicono no ai cani per paura di malattie, sporcizia e pericoli, io dico che devono avere paura degli uomini. E se le associazioni di categoria non sensibilizzano i loro associati sul fatto che civiltà e non solo commercio e turismo, si misurano anche da questa piccolissima cosa, allora peggio per chi non lo capisce.

Distinti saluti
Pasquina Ferrari

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