Cronaca
16 Dicembre 2010
Un anno e sei mesi in patteggiamento, assunse droga alla guida e investì due bambini

Condannato ‘pirata’, seminò il panico in centro

di Marco Zavagli | 2 min

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Il luogo del secondo incidente dove venne bloccato il pirata

È stato condannato a un anno e mezzo in patteggiamento Giuseppe Mansueto, il “pirata” che seminò il panico in diverse vie del centro di Ferrara. L’uomo, 31enne di origini pugliesi ma residente a Ferrara, assistito dall’avvocato Alessandro D’Agostino, ha chiesto ieri il patteggiamento davanti al giudice Diego Matellini, che lo ha condannato per omissione di soccorso e guida in stato di alterazione psicofisica con recidiva.

Era la mattina del 7 maggio scorso quando sfrecciò per tutto il centro di Ferrara come un pazzo a bordo di una Opel Agila, passando agli incroci con il semaforo rosso, sorpassando auto incolonnate e, soprattutto, investendo tre persone, tra cui due bambini di 11  e 4 anni.

A partire dalle 7.45, Mansueto investì – nonostante il semaforo rosso per le auto – una donna di 40 anni e il figlio di 11 anni, entrambi ucraini, che stavano attraversando sulle strisce pedonali l’incrocio tra viale Po e via porta Catena. La vettura colpì di striscio la bici del giovane, che rovinò sull’asfalto. Anziché fermarsi, il 31enne proseguì a tutta velocità la sua folle corsa, tanto che alcuni automobilisti che avevano assistito attoniti alla scena hanno accennato a un primo inseguimento ma hanno dovuto subito desistere.

Nel frattempo alcuni passanti erano riusciti a prendere il numero di targa e ad avvisare le forze dell’ordine. Al secondo incrocio un altro investimento. E fu ancora una volta un bambino a farne le spese. Erano le 8.20 quando l’uomo raggiunse corso Isonzo, all’altezza dell’incrocio con via Garibaldi. Una madre di 26 anni stava attraversando sulle strisce in bicicletta con il figlio di 4 anni sul sellino. Il conducente li centra in pieno. I due, entrambi rumeni, finirono a terra. L’inseguimento terminò grazie a una pattuglia della Polstrada che riuscì a bloccare la Opel poco dopo.

A bordo della vettura gli agenti troveranno in un borsello un kit con fiala, siringa e laccio emostatico che avevano lasciato pochi dubbi sull’utilizzo. Gli esami tossicologici e delle urine svolti successivamente all’ospedale Sant’Anna (dove il 31enne, in stato confusionale, era stato accompagnato) hanno confermato che il conducente aveva assunto oppiacei e cocaina.

L’uomo, che ha al suo attivo già dei precedenti per resistenza e lesioni, al termine degli accertamenti, venne arrestato per fuga e omissione di soccorso e scontò due mesi ai domiciliari.

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