Politica
26 Novembre 2010
Il consigliere regionale scende in difesa di Balboni e Cimarelli

Malaguti contro Dragotto: “Si dimetta”

di Marco Zavagli | 3 min

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“Giorgio Dragotto dovrebbe vergognarsi”. È addirittura feroce la replica che Mauro Malaguti lancia a Dragotto, dopo che questi aveva scritto alle redazioni (leggi la lettera) per rivendicare il proprio ruolo all’interno del Pdl provinciale quale vice coordinatore vicario e ricordare come la maggioranza del gruppo consiliare in Comune (4 su 6) avesse appoggiato la sua linea quanto alle aperture domenicali.

In quell’occasione l’ex candidato sindaco aveva puntato il dito contro il senatore Alberto Balboni e il presidente provinciale in pectore Luca Cimarelli. Della risposta però se ne incarica il consigliere regionale, fedelissimo di Balboni, che scende ad attacchi personali durissimi: “in tutta la sua carriera politica è riuscito sempre e solo a creare divisioni e a lacerare non solo rapporti politici, ma persino rapporti umani – scrive in una lettera Malaguti -. Del resto ci sarà un motivo se è sempre uscito sconfitto da tutte le competizioni nelle quali ha affrontato un avversario vero”.

Secondo Malaguti “ormai ogni sua presa di posizione è dettata soltanto dal rancore personale e dal risentimento per non essere mai stato in grado di costruire un vero consenso intorno a sé. Ricordo che persino quando era capogruppo in Regione per causa sua si creò un secondo gruppo di Forza Italia, in contrapposizione a quello da lui presieduto”.

L’attacco non finisce qui. Malaguti consiglia a Dragotto di “fare un’unica e ultima cosa: dimettersi da ogni incarico politico e lasciare la politica, che è una cosa seria, alle persone competenti e responsabili, come hanno sempre dimostrato di essere Alberto Balboni e Luca Cimarelli”.

“Dragotto potrà rivolgersi anche al Padre Eterno – chiude il consigliere regionale -, oltre che ai dirigenti regionali e nazionali (di cui tra l’altro Balboni è uno dei componenti) ma ciò non toglie che nel partito lui è rimasto solo, unitamente a pochissimi “ultimi giapponesi” che gli stanno accanto più per compassione che per convinzione”.

E per rimanere in tema di Pdl e aperture domenicali, anche Federico Saini scrive alla redazione, per chiarire la propria posizione e spiegare che “non ho nulla contro la Cgil, ma il mio documento ed il mio voto non è stato né in scia né a sostegno del sindacato”.

Secondo il consigliere del Pdl “la delibera della giunta sulle aperture, non è fondata su dati scientifici che garantiscono il miglioramento economico e sociale del territorio, e per questo molto pericolosa. I commercianti sia singolarmente, che attraverso le loro associazioni, manifestano grosse perplessità, ed io, oltre a condividerne le ragioni, ritengo giusto sostenerli”.

“Il documento del gruppo (quello a firma dei 4 consiglieri) – conclude Saini che si è trovato in quell’occasione in minoranza insieme a Cimarelli – non svolge la dovuta funzione di opposizione a cui noi siamo chiamati, in quanto troppo tiepido e possibilista. La delibera, che tra l’altro proprio in queste ore è stata sospesa dalla Regione, poiché non è affiancata da interventi viari e strutturali come i parcheggi, porterà ad un ulteriore impoverimento economico e sociale del territorio”.

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