Uno dei due mente. Per Tavolazzi a non aver detto la verità è Polastri. Per Polastri è vero l’esatto contrario. Continuano le scintille tra l’ex city manager e l’assessore uscente al Bilancio del Comune del Ferrara.
A tornare sull’argomento è il consigliere comunale di Progetto per Ferrara, secondo il quale non è vero che nei sei anni alla guida della delega alle Finanze di Polastri il debito non sarebbe aumentato. E questo perché quando Polastri divenne assessore, nella seconda metà del 2004, “il debito del Comune ammontava a 106 milioni netti – è la ricostruzione di Tavolazzi -, dopo gli ammortamenti di esercizio e le estinzioni anticipate. Nel quinquennio 2005-2009 Polastri creava nuovi debiti per circa 123 milioni, mentre pagava ammortamenti per 52 milioni e rimborsava anticipatamente mutui per 40 milioni, grazie alla svendita di Agea ad Hera”.
Dunque a fronte di un incremento del debito di 123 milioni per assunzione di nuovi prestiti, “Polastri nello stesso periodo restituiva agli istituti creditori 92 milioni, con un saldo netto negativo di oltre 31 milioni. In effetti il debito risultante passava da 106 milioni di fine 2004 ai circa 138 di fine 2009 (decimali a parte)”.ù
Per questo secondo Ppf l’assessore avrebbe “incremento il debito di oltre 31 milioni, come già denunciato, ma al tempo stesso ha bruciato altri 40 milioni di incassi della vendita di Agea, a lui non ascrivibili nel bene o nel male. In altri termini il suo contributo effettivo all’aumento del debito è stato di circa 71 milioni in cinque anni. Un vero disastro del quale egli, e la maggioranza che lo ha consentito, devono politicamente rispondere”.
E come rispondere? “Chiediamo – afferma Tavolazzi – al sindaco Tagliani ed ai partiti della maggioranza, Pd in testa, di chiedere scusa ai ferraresi, di informarli correttamente sulla situazione debitoria e della sua evoluzione, e di adottare i provvedimenti necessari per intervenire su uno dei mali più preoccupanti del bilancio comunale”.
La risposta di Polastri è attesa per oggi, attraverso un comunicato che invierà alle redazioni. Nel mentre l’assessore lascia intendere solo che “dimostrerà con i numeri che il bugiardo è lui”. Si sbottona di più invece il sindaco Tagliani, che non chiede scusa “perché Tavolazzi fa errori clamorosi: non prende in considerazione – dice il primo cittadino intervistato da Telestense – il fatto che negli ultimi sei anni il debito è rimasto invariato”. Quanto ad Agea, “va detto che Polastri non ha conteggiato nemmeno le uscite, ossia i 183 milioni di euro di investimenti in opere pubbliche”.
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