Politica
12 Novembre 2010
Tavolazzi attacca la manovra di Polastri e rilancia il pericolo derivati

“Il debito comunale è aumentato di 32 milioni”

di Marco Zavagli | 2 min

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“Va riconosciuto a Roberto Polastri di aver operato in un periodo di restrizione della finanza pubblica e di aver agito, obtorto collo, per il contenimento della spesa corrente. Punto”. È l’unica “concessione” che Valentino Tavolazzi fa all’assessore al bilancio uscente, che in questi giorni ha presentato il documento di assestamento del bilancio di previsione 2010 del Comune di Ferrara.

L’unica concessione, si diceva. Sì, perché per la parte restante l’analisi del consigliere comunale di opposizione è tutta una bocciatura. A partire dal debito: “i dati divulgati dall’assessore sono parziali. La dichiarazione “Ho ereditato un debito di 149,7 milioni e lascerò al mio successore un debito di 149,5 milioni” è semplicemente una bufala. Egli non menziona il fatto che nel 2005 sono stati estinti 34,5 milioni di euro e 4 milioni nel 2006, a seguito dell’incasso della vendita di Agea”.

Invece dei debiti al primo gennaio di ogni anno, andrebbero resi noti secondo Tavolazzi quelli al 31/12, includendo così l’incasso della vendita di Agea. “Sarebbe emerso che in realtà la gestione Polastri ha prodotto un aumento del debito di oltre 32 milioni – chiarisce l’esponente di opposizione -. Infatti alla fine del 2004, quando egli entrò in scena come assessore al bilancio, il Comune aveva debiti residui per 106 milioni. Alla fine del 2009 essi ammontavano a 138,7 milioni e il 2010 non porterà certo acqua la mulino di Polastri”.

Un altro appunto riguarda il derivato Dexia Crediop. “Nel 2006 – ricostruisce il consigliere – egli mise mano al prodotto finanziario con una mossa infelice, che, unitamente all’andamento dei tassi, ha prodotto perdite di esercizio a partire dal secondo semestre 2009. Nel 2010 il derivato costerà ai cittadini 1,1 milioni di euro e nel 2011 ben 730mila euro (previsioni ufficiali del Comune). In questa vicenda va ricondotto a Polastri anche l’ostinato immobilismo riguardo alla chiusura del derivato e della relativa falla per le casse comunali”.

Alla lista nera non poteva mancare la vendita delle azioni Hera, davanti alla cui vendita Tavolazzi accusa Polastri di essere rimasto “inerte”, nonostante si tratti secondo il capogruppo di Progetto per Ferrara di una “operazione che avrebbe potuto dare ossigeno al bilancio corrente, grazie alla riduzione degli ammortamenti derivante dalla estinzione di una parte del debito. Progetto per Ferrara fece inutilmente tale proposta, bocciata dal Pd ed alleati, nel marzo scorso con un emendamento al bilancio preventivo 2010”.

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