Era prevedibile che la remissione del Tribunale di Ferrara alla Corte Costituzionale del ricorso contro il rifiuto opposto dal Comune di Ferrara a due ragazze che hanno fatto richiesta di pubblicazioni matrimoniali suscitasse qualche reazione scomposta.
Le parole di Massimo Manderioli, presidente provinciale delle Acli di Ferrara, sono però a dir poco stupefacenti: “Io personalmente non ho niente contro, constato piuttosto che chi veramente attraversa una condizione omosessuale è spesso solo e triste, e chi è veramente afflitto soffre in silenzio, non dà spettacolo, mi pare invece ci sia oggi troppa voglia di comparire.”
Manderioli bolla l’azione portata avanti dalla coppia lesbica come volontà di dare spettacolo, ingiuriando in questo modo l’azione civile condotta da due cittadine italiane che chiedono alle istituzioni di avere parità di diritti, e lo fanno seguendo una procedura formale impeccabile.
Sconcerta che ogni volta che si parla di rivendicazioni da parte del mondo omosessuale, si scivoli sempre nella facile e auto-consolatoria constatazione che lo facciamo solo per farci vedere, sorvolando impunemente sul fatto che a tutt’oggi in Italia esistano milioni di persone che per lo Stato sono di serie B, senza i diritti e senza le tutele che sono giustamente previste per tutti i cittadini.
Dà fastidio che non si accetti più questa condizione di imposta inferiorità con silenzio e rassegnazione, dà fastidio che ci si permetta di alzare la testa e chiedere a viso aperto di avere anche in Italia norme e leggi che da anni esistono in tutti i paesi dell’Europa occidentale. Le ragazze di Ferrara stanno semplicemente chiedendo alle istituzioni di uno stato laico dei diritti e delle certezze anche per la loro famiglia, e lo stanno tra l’altro facendo in maniera assolutamente sobria e sottotono, cercando di salvaguardare il più possibile la propria privacy, esattamente il contrario di ciò che sostiene Manderioli.
Volevamo inoltre ricordare a certi nostalgici che sono finiti da un pezzo i tempi in cui gli omosessuali abbassavano gli occhi e vivevano nell’ombra. Per fortuna sono sempre meno gli omosessuali “tristi e afflitti” che forse piacciono a Maderioli, a certa parte della Chiesa Cattolica e a troppa parte del mondo politico.
Gay e lesbiche sempre di più vivono il proprio orientamento sessuale con la giusta serenità e naturalezza di chi ha la certezza che essere omosessuali non è una colpa, o una vergogna, o tanto meno una malattia, e sempre di più trovano la forza di ribellarsi a chi vorrebbe perpetuare in maniera anacronistica una percezione dell’omosessualità smentita dalla scienza e dall’evoluzione sociale.
Per le prossime feste auguriamo alle due ragazze di continuare la loro azione con la fierezza di chi sa di essere nel giusto, e a Manderioli di riuscire a superare la visione cupa e mortificante che ha di noi, dei nostri sentimenti e del nostro mondo.
Flavio Romani – Cristina Zanella
Presidenti CIRCOMASSIMO Arcigay e Arcilesbica – Ferrarafatto da due ragazze che si vogliono sposare
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