Mentre il Comune tentenna, la Corte dei Conti drizza le antenne. Torna alla carica, dopo qualche mese di “ferie”, Luigi Gasparini, l’ormai arcinoto “medico igienista preoccupato per la salute dei cittadini”, come si definisce da quando ha lasciato l’incarico di referente provinciale per Medicina democratica. E lo fa chiedendo all’amministrazione la maggior trasparenza e, a questo punto, velocità possibile per accelerare le pratiche relative a Via del Salice.
Avvertendo al contempo che la Corte dei Conti ha aperto un fascicolo sul diaframma anti inquinamento di via del Salice. Lui stesso avrebbe fornito al maggior ente deputato al controllo in materia di entrate e spese pubbliche documentazioni nel merito dell’esposto presentato lo scorso 2 luglio sul diaframma anti-inquinamento e dell’asilo ancora sotto sigilli amministrativi.
Secondo Gasparini e il comitato dei residenti, il danno per le casse pubbliche starebbe negli 80mila euro spesi per la realizzazione della rete di contenimento della massa inquinata e inquinante, che non sarebbe servita ad arginare nulla.
Mancano poi all’appello le indagini ambientali: non si sa nulla della individuazione del perimetro dell’area inquinata all’interno della quale sarebbe dovuto poi partire già a settembre il piano di caratterizzazione. Un passo questo che, seguendo le promesse dell’amministrazione, doveva essere approvato solo dopo aver consultato i cittadini. Ma anche qui il capitolo è composto solo di pagine bianche, tutte da scrivere.
Mancano, infine, risposte circa i possibili danni da permanenza continuativa nelle abitazioni sotto le quali potrebbero esserci concentrazioni talmente elevate di cvm, benzene et similia da scoraggiare l’abitabilità. Idem per i danni, potenziali, derivanti dalle attività di omissione dell’ente. Tutti punti contenuti in una lettera inviata al sindaco.
Alla quale Tagliani avrebbe risposto che “le richieste di risarcimento non sono giustificabili, essendo prive di riscontro e che le valutazioni sanitarie spettano all’Asl”.
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