ven 20 Ott 2017 - 1418 visite
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Emergenza nutrie, “le stiamo provando tutte, ora tocca alle trappole”

Quasi 8 mila euro dal Comune per il controllo della specie. Danni agli agricoltori e pericolo di attraversamento

di Cecilia Gallotta

È una vera e propria emergenza la presenza sempre più consistente delle nutrie nella nostra provincia, a fronte della quale la 4.a commissione consiliare ha approvato la delibera di convenzione per il coordinamento di azioni integrative al Piano Regionale per il controllo di questa specie, per il quale il Comune di Ferrara stanzia 7.900 euro.

Oltre agli enti locali entrano nella compagine della convenzione anche il Consorzio di Bonifica, l’Ente Parco e l’Aipo, per “trovare quanto prima la migliore risposta possibile alle persone che stanno subendo danni a causa di questa presenza”.

I primi ad essere colpiti sono gli agricoltori, il cui raccolto è uno dei principali bersagli della specie, oltre all’ingente presenza delle tane sotto agli argini e su diversi livelli, che alzano il rischio di frane, per esempio delle risaie.

Un problema che è aumentato “dal 2014 – spiegano l’assessore Ferri e il comandante della polizia provinciale Claudio Castagnoli – da quando la nutria è stata declassata assimilandola a un ratto”. Prima, era considerata dallo Stato fauna selvatica, e questo beneficiava gli agricoltori di un rimborso del 26% sui danni subiti a causa delle nutrie. Fatto che già faceva trapelare la consistenza del problema.

Oltre al danno anche la beffa, perché “non considerandola più fauna selvatica è stata demandata ai comuni la gestione, con la conseguente proliferazione incontrollata”. Inutile ricordare il pericolo di attraversamento, “si pensi per esempio a cosa potrebbe succedere al conducente di un trattore che si ribalta”, paventa l’ingegner Stabellini.

“Ad oggi abbiamo solo due strumenti applicabili per tamponare questa emergenza – afferma Castagnoli – e sono il trappolaggio e lo sparo con la calibro 22 (ad una distanza di 150 metri dalle abitazioni, vicino alle quali oltretutto le nutrie si adunano maggiormente) mediante appositi coadiutori, ossia cacciatori abilitati dalla Regione ad intervenire”.

Ma “le stiamo provando tutte”, afferma Castagnoli, che con l’ingegner Stabellini sta ipotizzando l’applicazione di pastiglie gommose che messe all’interno della tana dovrebbero allontanare la nutria. Mentre nel 2016 sono state abbattute 9.720 nutrie, solo nel primo semestre “siamo arrivati a oltre 11 mila. Questo non vuol certo dire che stiamo eliminando il problema, piuttosto che sta crescendo sempre di più”.

Quella delle trappole è una soluzione che, secondo Castagnoli, “porterebbe anche ad una sorta di censimento delle nutrie, ad oggi ancora non attuabile con alcun sistema”. A questo proposito però è stato segnalato il portale www.ecuniamoci.it, al cui link ‘geonutrie’ ogni cittadino può inviare la foto-segnalazione di una o più tane, riportando il punto preciso. Si è arrivati così ad avere la geolocalizzazione di 972 tane di nutrie.

“Purtroppo il sistema delle trappole è stato più volte sabotato dai comitati pro-nutria – fa sapere Stabellini – che hanno scardinato i cancelli delle gabbie, oppure hanno rovesciato i ferri in mezzo al grano, con danno non solo economico relativo all’acquisto delle gabbie, ma anche conseguente all’eventuale passaggio di una mietitrebbia sopra i ferri”.

L’urgenza di intervenire “con qualsiasi soluzione possa essere d’aiuto” è, secondo Castagnoli, necessaria affinché “il cittadino, solo perché non abbiamo dato la miglior risposta al suo problema, non decida di fare da sé: è già successo che vengano buttati chili di veleno a danno non solo dell’agricoltura, ma anche di altre specie di animali”.

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