lun 7 Ago 2017 - 5336 visite
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Caso Codigoro. Tagliani: “O io o la Zanardi nel Pd”

Il sindaco di Ferrara chiede al partito di intervenire. Vitellio: “O si ravvede o se ne vada”

“Nel Pd di Ferrara non c’è posto per tutto! Nessuno nega i problemi ma raccontar balle non aiuta. O io o la Zanardi nel Pd!”. È con un tweet che Tiziano Tagliani interviene pubblicamente sul caso nazionale reso noto da Estense.com sull’ipotesi di aumentare le tasse per i privati che ospitano migranti.

Il sindaco di Ferrara giudica la “provocazione” della collega di Codigoro (provocazione trasmessa in un avviso pubblico) “un modo assolutamente superficiale per soddisfare solo la pancia delle persone. Non si può nascondere il problema, che esiste, solo per smarcarsi dalle proprie responsabilità istituzionali”. Per Tagliani a questo punto il problema diventa il contenitore partito: “o sono io dalla parte sbagliata oppure qualcosa non funziona nel Pd; ripeto, non nego il problema, ma scimmiottare Salvini non ci salverà”.

Tagliani pensa anche alla recente uscita del senatore dem Esposito (“Alcune ong ideologicamente pensano solo a salvare vite umane: noi non possiamo permettercelo”) per chiedere qual è la rotta che il Pd deve tenere: “se uno può dire quello che vuole allora non ha senso che esista un partito”.

A stretto giro di posta arriva il commento di Luigi Vitellio, che indirettamente risponde anche al primo cittadino: “o la Zanardi dimostra un totale ravvedimento oppure riconsegni la tessera; quello che ha fatto è fuori dal perimetro del Pd”. Su facebook il segretario provinciale del Pd spiega che “avevo chiesto alla sindaca di Codigoro un passo indietro rispetto alla sua “provocazione”, ma purtroppo leggo dalle sue dichiarazioni che il Partito democratico l’avrebbe abbandonata. La realtà è ben diversa, è la sindaca che di fatto ha abbandonato il Pd”.

“L’ha abbandonato – prosegue Vitellio – assumendo posizioni che nulla hanno a che fare con la comunità e i valori del Pd. Un partito non è un taxi su cui si sale in campagna elettorale per poi scendere una volta arrivati alla meta. È una comunità di persone accomunate da valori e principi. Stare in un partito significa fare gioco di squadra, sostenere quel che si sta facendo, ovvero sollecitare una accoglienza diffusa su tutto il territorio per rendere più gestibile un fenomeno complesso e difficile, come fanno quei sindaci che non si lamentano ma si danno da fare, e ce ne sono tanti”.

Tra l’altro, oltre a essere sindaca, Alice Zanardi è entrata anche nell’assemblea nazionale del Pd. “Un dirigente del Pd non usa provocazioni per trattare temi complessi – rimarca il segretario -. Un dirigente del Pd non urla Barabba. Un dirigente del Pd non abbandona i valori che ci appartengono, mai.
Nessuna mediazione. Spero in un rapido ravvedimento o la tessera sulla mia scrivania”.

Sul tema interviene anche Ammalisa Felletti, di Articolo Uno-Mdp, secondo la quale “posizioni di questo tenore non dovrebbero trovare alcuna iniziativa in chiunque sia espressione di una forza politica di centrosinistra, in cui centrali nel sistema valoriale di riferimento siano i principi della solidarietà sociale e del contrasto ad ogni forma di discriminazione”.

Secondo l’ex assessore della giunta Tagliani, in passato vicesindaco proprio a Codigoro, “è evidente ormai che quando il centrosinistra perde consensi sulle politiche del lavoro, dell’istruzione, delle pensioni, della redistribuzione del reddito, del welfare largamente inteso, decide di rincorrere i voti sul terreno delle destre”.

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