gio 3 Ago 2017 - 337 visite
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“Seduzione e potere”, figure femminili tra il Cinquecento e il Settecento

Continuano le curatele ed il lavoro di editing artistico di Vittorio Sgarbi in Italia Centrale

Continuano le curatele ed il lavoro di editing artistico di Vittorio Sgarbi in Italia Centrale, attività che han creato varie polemiche anche a livello istituzionale, tra Urbino, Pesaro e Fano dove è in corso l’esposizione divisa in tre tranches, ‘perfettamente contestualizzate’, Rinascimento inquieto, che, pare, non raccogliere gran successo di pubblico, a giudicare dai resoconti delle testate locali.

Si è comunque appena aperta a Gualdo Tadino, in provincia di Perugia, nella Chiesa Monumentale di San Francesco, la nuova mostra ideata dallo stesso Sgarbi ed intitolata: “Seduzione e potere. La donna nell’arte tra Guido Cagnacci e Tiepolo”.

Il progetto, da lui curato in collaborazione con Antonio d’Amico, è promosso dall’amministrazione comunale e dal Polo museale cittadino, diretto da Catia Monacelli, ed è patrocinato dalla Regione Umbria e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.

L’esposizione, che proseguirà fino al 3 dicembre, è piccola, di nicchia, certo, ma racchiude trenta capolavori di 29 grandi artisti operanti tra il Cinquecento e il Settecento, tra Manierismo, Barocco e Rococò, quali Simone Peterzano, Giulio Cesare Procaccini, Lionello Spada, Mattia Preti, Luca Giordano, Giambattista Tiepolo e i figli Giandomenico e Lorenzo Tiepolo. L’iter espositivo si dipana tra racconti mitologici, biblici ed allegorici. Da essi emergono figure femminili di volta in volta ricche di pathos, misticismo, sensualità e teatralità.

E giusto per citarne alcuni: la Maddalena di Francesco Cairo, la Cleopatra di Guido Cagnacci, la Primavera di Rosalba Carriera, l’Anfitrite di Giambattista Tiepolo.
I dipinti esposti, di notevoli dimensioni, provengono da prestigiose collezioni private italiane ed estere, come la Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi di Forlì e le Collezioni d’arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro.

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