sab 15 Apr 2017 - 2823 visite
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Ferraresità: dalla Spal a Igor!

Il tifoso modello, lo spallino, al quale ora si può anche consentire di vendere la birra “fino ad un massimo di 5 gradi in contenitori di plastica a decorrere dal match Spal-Trapani in programma lunedì 17 aprile” e “l’effetto Igor” che, secondo, uno scrittore alla moda avrebbe portato i ferraresi a rompere “l’individualismo normale della quotidianità”.

Povra Frara!

L’amministrazione, di concerto con la Questura, nel riconoscere alla tifoseria ferrarese una condotta improntata a correttezza e spirito sportivo che non ha causato al momento problematiche per l’ordine e la sicurezza pubblica degne di rilievosi lancia ad affermare che “gli ottimi risultati sportivi della Spal stanno producendo un rilevante indotto economico, turistico e commerciale per tutta la città”.

Alè!

Ora sarebbe davvero interessante poter constatare su cosa si basi questa affermazione, poiché l’aggettivo rilevante è altisonante e dei numeri a supporto di tale dichiarazione i cittadini e le cittadine ferraresi, che non si sono bevuti il cervello per le vittorie della Spal, magari li vorrebbero vedere… metti che poi cambiano idea sui costi che finora invece la fenomenale risalita della squadra ha comportato per la città! Quasi 4 milioni di euro a bilancio per l’adeguamento dello stadio e uno schieramento di forze dell’ordine che sarebbe altrettanto interessante quantificare, senza metter in conto il disagio bisettimanale degli abitanti di un intero quartiere che viene blindato.

Ma la ferraresità che la rivincita della Spal ci avrebbe portato a ritrovare, ora ha un nuovo supporto – come si premura di farci sapere Roberto Pazzi – che forse sta già sta speculando sulla faccenda in termini editoriali. La vicenda truce e drammatica di Igor, che Pazzi definisce “il male” avrebbe “affratellato i ferraresi come solo la minaccia della piena del Po ha saputo fare in passato”. Addirittura avrebbe portato i ferraresi “a riscoprire la natura che abbiamo intorno”!

L’elegante scrittore sostiene che quello che è successo nel Mezzano consente di dare risalto al valore di un’area della provincia “normalmente dimenticata dal nostro vivere di ogni giorno, di cui torniamo ad accorgerci solo ora”. Se ne sarà accorto ora solo lei, caro scrittore, perché proprio sabato sera nello stesso momento in cui avveniva il drammatico omicidio una cospicua quantità di ferraresi stava passeggiando nei pressi di TRAVA2, la trivella di Aleanna Resource piantata in mezzo a tanta beltà di cui una guida ecologica volontaria, collega della vittima, ci stava spiegando i delicati equilibri messi a rischio dalla dissennata politica di trivellazione del territorio.

Non ci voleva affatto Igor per farci rendere conto del nostro patrimonio, né servono drammi o vittorie per creare comunità coese e responsabili, ma una quotidiana azione di educazione, istruzione e rispetto della legalità. Invece le scuole continuano a venire messe in secondo piano rispetto agli stadi e i carceri ad essere considerati luoghi nei quali accantonare temporaneamente i problemi di vite disgraziate, di cui troppo poco la società si fa carico. E come al solito si finisce a cibarsi di miti, che siano una banale squadra di calcio o un emarginato “Rambo” dell’est.

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