sab 8 Apr 2017 - 231 visite
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I luoghi abbandonati nelle foto di Silvia Camporesi

La mostra ha ricevuto i complimenti del ministro Franceschini. Oggi l'inaugurazione alla Mlb

Il ministro Dario Franceschini con Silvia Camporesi e Maria Livia Brunelli

Arriva a Ferrara, alla Mlb Home Gallery di Maria Livia Brunelli in corso Ercole d’Este 3, la mostra di una delle fotografe più appezzate a livello italiano e non solo, Silvia Camporesi, che inaugura oggi, sabato 8 aprile, alle 18 e resterà aperta fino all’8 ottobre.

Durante l’inaugurazione al Maxxi di Roma della mostra sulla fotografia italiana “Extraordinary vision, L’Italia ci guarda”, in cui la Camporesi aveva un posto d’onore tra due mostri sacri come Olivo Barbieri e Luigi Ghirri, il ministro Dario Franceschini ha detto all’artista: “Con questa mappatura dei luoghi abbandonati d’Italia, regione per regione, ci hai fatto scoprire luoghi meravigliosi che nessuno conosce, edifici abbandonati affrescati, vuoti ma pieni di vita ed energie. Ora che tu li hai scoperti, sento la responsabilità, come ministro della Cultura, di occuparmene”.

Dario Franceschini ha apprezzato così tanto il lavoro di Silvia Camporesi (che ha mappato, regione per regione, più di 150 luoghi, paesi ed edifici abbandonati), che ha voluto chiamarla a Roma lo scorso 6 aprile agli Stati Generali della Fotografia, dove, insieme ad altri illustri esponenti del mondo della fotografia internazionale, ha raccontato cosa secondo lei ci sarebbe da fare per migliorare la situazione della fotografia contemporanea in Italia oggi, dove questa arte è sempre più in ascesa e sempre più ricercata.

Ex stazione di Bondeno

Silvia Camporesi ha esplorato nell’arco di un anno e mezzo tutte le regioni italiane alla ricerca di paesi ed edifici abbandonati. “Atlas Italiae” è il risultato di questa raccolta di immagini, una mappa ideale dell’Italia che sta svanendo, un atlante della dissolvenza. Si scoprono così luoghi nascosti e spesso mai svelati, magici nelle loro smagliature scrostate, pervasi da energie impalpabili.

La serie fotografica si presenta come una collezione poetica di luoghi (borghi disabitati, architetture fatiscenti, archeologie industriali) fondata sulla ricerca di frammenti di memoria. Questa mappatura non ha intenti di denuncia, ma riprende idealmente lo spirito del Grand Tour, della ricerca di vestigia passate, ancora portatrici di tracce di vite vissute, con cui confrontarsi per riflettere sul presente al fine di immaginare il futuro. Una volta gli artisti andavano alla scoperta delle rovine romane, oggi Silvia Camporesi ricerca le rovine contemporanee per osservare lo scorrere del tempo.

In occasione della mostra alla Mlb, intitolata “Atlas Italiae. Tabula Ferrarense. Cento anni dopo Giorgio Bassani”, l’artista ha deciso di approfondire la sua esplorazione sul territorio ferrarese sulle orme degli affascinanti luoghi descritti da Giorgio Bassani, scrittore nato proprio a Ferrara e da lì divenuto celebre internazionalmente grazie a “Il Giardino dei Finzi Contini”. Una assonanza spirituale lega lo scrittore alla fotografa forlivese, perché la Camporesi sviluppa e prosegue l’esortazione di Bassani ad onorare e rispettare le vestigia del passato italiano, quell’“Italia da salvare” che è stata alla base della sua attività in “Italia Nostra”, vestigia che, secondo la Camporesi, non si limitano al passato “alto” del Rinascimento ma sono anche quelle della storia più recente che, osservate con più attenzione, non sono meno degne di rispetto e cariche di fascino.

Parte delle foto esposte alla Mlb sono state infatti scattate a Ferrara e provincia sull’onda delle evocazioni dei giardini e degli scorci descritti da Bassani nei suo libri. Quelle che compongono la grandiosa installazione sulla parete centrale della galleria sono tutte fotografie stampate in bianco e nero e poi minuziosamente colorate a mano dall’artista, per ridare concettualmente vita a luoghi e storie che il colore l’hanno perduto, ma che Silvia Camporesi ha deciso di riportare alla luce e alla memoria. Tra i luoghi in abbandono fotografati dalla Camporesi, l’ex Eridania di Ficarolo, Villa Massari a Voghiera, l’ex manicomio di Aguscello e l’ex stazione di Bondeno.

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