Economia e Lavoro
7 Giugno 2013
Al tavolo di Confindustria a Roma l'ad Morselli ha ribadito le sue intenzioni ai sindacati e ha salutato

Berco, nulla da fare

di Redazione | 3 min

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berco presidio“Non sono state create le condizioni per un reale confronto”. E’ amareggiato il segretario provinciale Fiom Cgil, Mario Nardini, al termine dell’incontro convocato al tavolo di Confindustria nazionale dall’amministratore delegato Berco, Lucia Morselli. La Morselli, infatti, dopo aver riunito a Roma le segreterie nazionali e territoriali dei sindacati di categoria, di fronte alle richieste di ritiro della procedura di mobilità non ha fatto altro che ribadire la linea che fin dall’inizio ha tenuto. Quindi, dopo aver riferito delle sue già note intenzioni, senza aver spostato di una virgola quanto ormai risaputo, si è alzata abbandonando il tavolo.

“Ci ha detto – riferisce Nardini – che i licenziamenti sono indispensabili, che questo è il suo mandato e che intende portarlo a termine. Poi si è alzata dicendo di avere impegni ai quali non poteva mancare, lasciando a discutere con i sindacati una sua delegazione senza alcun potere né decisionale né di assunzione di impegni. La sensazione è che non  si voglia affatto un confronto. Non è chiaro, fra l’altro, se intenda presentarsi al prossimo incontro del tavolo ministeriale. In ogni caso se tale incontro sarà convocato alla scadenza della procedura, per legge sarà obbligata a presentarsi”.

Pare dunque che l’ennesima disponibilità dei sindacati al dialogo in una sede non propriamente “neutra” come quella di Confindustria non abbia sortito gli effetti sperati. Il passaggio potrebbe essere invece servito all’ad Morselli per esperire uno dei passaggi obbligati della procedura, ossia l’esame congiunto con le strutture sindacali, al termine del quale dovrà comunicarne l’esito al Ministero. Alla fine della procedura, anche in assenza di accordo sindacale, il datore di lavoro potrà intimare i licenziamenti, in forma scritta e con obbligo di preavviso, senza necessità di specifica motivazione, bastando il richiamo alla natura collettiva del recesso ed alla procedura svolta. I licenziamenti possono essere scaglionati, ma entro il limite massimo di centoventi giorni dalla conclusione della procedura, salvo diversa indicazione nell’eventuale accordo sindacale.

Amareggiato da questo ultimo episodio della vicenda Berco è anche il sindaco di Copparo, Nicola Rossi. “Con questo atteggiamento – ha dichiarato – si vogliono far saltare in aria le relazioni sindacali. Mi auguro che il Governo sia in grado di mettere dei punti fermi, perché è in gioco anche la credibilità delle istituzioni. Mi meraviglia inoltre anche l’atteggiamento di Confindustria, che dovrebbe mettere paletti e far rispettare le relazioni sindacali”.

Ora la parola passa ai lavoratori dela provincia che scenderanno in sciopero venerdì 14 per l’intera giornata e parteciperanno alla manifestazione indetta dai sindacati proprio a Copparo, a partire dalle 9 del mattino. Il concentramento dei partecipanti sarà proprio davanti allo stabilimento Berco, dove si formerà il corteo che porterà in piazza a Copparo. Alla manifestazione, fra gli altri, parteciperanno anche i lavoratori Basell, sul cui capo pende la scure dei tagli annunciati.

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