Quando circa un mese fa siamo venuti a sapere che la Regione per le cooperative di Goro in difficoltà stava tendando di fare l’unica cosa possibile, siamo rimasti qualche giorno in attesa, per vedere se la Regione o altre Istituzioni avessero aperto uno spiraglio anche per quelle cooperative di Comacchio che sono nelle stesse condizioni delle cooperative che lavorano all’interno della Sacca di Goro e che sono in grande difficoltà: pensavamo di essere come loro, uniti nella sfortuna di avere una moria estiva che ci porta ad avere un reddito bassissimo.
Purtroppo abbiamo scoperto che se a Goro ci sono cooperative di serie A e di serie D (e anche quelle di serie A vogliono partecipare ai premi del campionato di serie D, vedi delocalizzazione nel Basson), per le cooperative di Comacchio non c’è serie e non c’è nemmeno campionato.
Noi siamo considerati, evidentemente, un campionato amatoriale, che può e deve arrangiarsi a giocare sui prati, in piazze poco frequentate, per strada.
Non che i segnali di moria totale del prodotto nei mesi estivi sia mancato: l’anno scorso venne addirittura RAI 3 a testimoniare la moria totale nei canali sublagunari e la rovina per decine e decine di famiglie: speravamo che dopo aver toccato il fondo, per il quinto anni di fila, chi poteva, ci avrebbe proposto qualcosa di sensato: ci eravamo illusi.
Recentemente, in una assemblea, abbiamo sentito parlare della possibilità (che è ancora da costruire e concordare, perchè ufficialmente mai concordata con i pescatori) di concedere temporaneamente un tratto a sud del Lido delle Nazioni alle cooperative comacchiesi in difficoltà; anticipiamo i tempi per rammentare che la zona è così infelice, se la si immagina per la delocalizzazione dai canali in crisi anossica, che sarà eventualmente accettata solo per disperazione, quale elemosina a chi ha perso tutto, perchè è evidente a chiunque ne capisca qualcosa che la zona non possiede i requisiti, non ultimo quello della difendibilità (dato che con l’ordinanza per la balneazione, l’eventuale sorveglianza che il concessionario organizzerebbe, dovrebbe svolgere il proprio lavoro stando lontano dalla costa, quindi in maniera inefficace).
Così, ai primi di maggio, la coop “La Valle” ha cominciato -prima informalmente, poi con documenti scritti- a suggerire alle Istituzioni che l’unica via di salvezza per le tante cooperative che saranno sicuramente colpite dalla crisi anossica, sarebbe mettere a disposizione con titolo concessorio, quel tratto di mare davanti al Lido di Volano (davanti al territorio del Comune di Comacchio), zona che la Regione ha chiuso il 31 di maggio del 2012 e che da un anno è del tutto inutilizzata, sotto ogni profilo: quella zona possiederebbe tutti i requisiti per una delocalizzzione temporanea fino al 31 dicembre 2013 e, dal punto di vista regolamentare, sarebbe identica al Basson dove si effettuerà la delocalizzazione di Goro. Ma sembra che ciò non accadrà e non si capisce se la “strage annunciata” delle vongole nei canali di Comacchio del 2013 sarà più merito di quella parte della politica che divide le cooperative in Serie A e serie D, o dei pescatori di Comacchio, dilettanti nel saper portare una proposta fino in fondo.
Filippo Sambi, pres. Soc.coop. “La Valle”
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