Ermitage Italia ha preparato i bagagli e cerca casa fuori Ferrara. La notizia era già circolata su queste pagine qualche mese fa, quando l’assessore alla cultura Massimo Maisto aveva risposto a un intervento di Piero Stefani (vai all’articolo). Nelle ultime ore, in un “question time” in consiglio comunale che non ha risparmiato sorprese su vari fronti, ecco arrivare l’annuncio definitivo: “L’attività è sospesa, la palazzina in corso Giovecca è inoccupata per non doverne sostenere costi e la fondazione si trasferirà molto probabilmente in un’altra città italiana (leggi Venezia, ndr) in grado, allo stato attuale, di ospitarla”. Parole riportate dall’assessore all’urbanistica Roberta Fusari, in sostituzione dell’incaricato alla cultura Massimo Maisto che tuttavia, una volta contattato, conferma e approfondisce il concetto.
“Non c’è nulla di nuovo – afferma l’assessore – se non la conferma di quanto abbiamo detto da diverso tempo: non siamo in grado di finanziare l’attività della fondazione. Abbiamo aspettato un certo periodo per capire se c’era la possibilità di finanziamenti nazionali, ma dopo il sisma sono cambiate le priorità, e i fondi che chiediamo sono destinati alla ricostruzione del nostro patrimonio artistico e alla riapertura dei musei. La palazzina che ospitava la fondazione è già chiusa da diverso tempo”.
Si chiude così l’avventura di una fondazione fortemente voluta dalle amministrazioni ferraresi, strappata alla concorrenza serrata di altre città d’arte italiane e costata circa 250 mila euro all’anno nel periodo di gestione da parte degli enti locali, dall’ottobre 2007 al 2010. Una fondazione che aveva ricevuto varie critiche nel corso del tempo e al quale il terremoto ha dato il colpo di grazia, rendendola per forza di cose il soggetto più sacrificabile nell’ottica della ricostruzione e del recupero del patrimonio artistico. Per Maisto però non si può parlare di fallimento per la città: “Non lo credo assolutamente – dichiara l’assessore e vicesindaco – . Le mie posizioni sono note: era un’attività che all’inizio ha creato qualche conflitto con Ferrara Arte nell’organizzazione mostre, anche se negli ultimi anni c’erano state iniziative importanti. Ma credo che le priorità adesso siano altre, e Ferrara ha competenze e contatti che la legano a tutti i grandi musei e i centri artistici del mondo. La fondazione, ad ogni modo, era impegnata più in attività legate a convegni e borse di studio, e il suo impatto sul turismo era secondario”.
L’obiettivo del Comune è ora quello di trovare altre città disposte a ospitare Ermitage Italia e in grado di sostenerne i costi. “Dopo vari mesi possiamo dare per scontato che le attività non riprenderanno – conclude Maisto -. Stiamo aspettando di capire se qualche città vorrà riprenderla, e sono convinto che un interlocutore si troverà sicuramente”.
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