Otto specialità e cento pazienti da trasferire in un colpo solo. E a distanza di appena un anno dal trasloco da corso Giovecca in via Aldo Moro. C’è il rischio di aggiungere confusione a confusione. Almeno secondo la Funzione pubblica della Cgil che oggi ha tenuto all’interno del polo ospedaliero una assemblea generale per discutere le proposte di spostamento e riorganizzazione dei reparti per il periodo estivo.
La proposta della direzione generale prevede il trasferimento di otto specialità per cinque diversi contenitori. Già il crono programma è uno scioglilingua: neurologia passa dal blocco 3C1 al 2C2, neurochirurgia da 3C2 a 2C2, urologia da 3B2 a 3C2, ginecologia da 3B2 a 2B2, chirurgia generale e toracica da 2C2 a 2B2, chirurgia vascolare da 2C2 a 2B2, chirurgia d’urgenza da 2B2 a 3C2, chirurgia plastica da 2B2 a 3C2.
“Uno spostamento, fatto in fretta – fa notare Marco Blanzieri della Fp Cgil -, di oltre 100 malati con annessi e connessi tutti i disagi e le difficoltà del caso. Un secondo trasloco nel mese di maggio a distanza di circa un anno dal trasferimento di Corso Giovecca; all’interno di un ospedale che sembra non trovare pace, ancora pieno di problematiche organizzative e strutturali, di segnaletica provvisoria ed in cerca d’identità”.
La Fp Cgil, pur comprendendo “le innumerevoli difficoltà del trasferimento della struttura ospedaliera di Ferrara”, ritiene tuttavia “doveroso segnalare i rischi potenziali della riorganizzazione descritta che potrebbe creare ulteriori disagi legati al disorientamento della cittadinanza (che già oggi si trova smarrita nei meandri del Polo!), alla tenuta dei percorsi professionali e alle modifiche degli equilibri organizzativi”.
“Se l’obiettivo sono le chiusure estive – concede Blanzieri – si può fare tutto con due semplici spostamenti senza creare disagi. Per queste motivazioni abbiamo già convocato una nuova assemblea generale per il 6 maggio in cui valutare quali forme di protesta a tutela delle persone mettere in campo in questa complessa partita”.
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