16 Maggio 2012
La strategia dell'azienda sanitaria "riduce i servizi, la qualità e il lavoro senza alcun piano formativo"

Rsu Asl: “Tagli senza criterio negli ospedali”

di Redazione | 2 min

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Esprime “forte preoccupazione” per la gestione dei servizi durante il periodo estivo. E’ la Rsu dell’Azienda Usl di Ferrara, che interviene sui tagli previsti sugli ospedali del territorio per un totale di ben 150 posti letto.

In questo periodo i componenti della Rsu hanno incontrato a più riprese le lavoratrici e i lavoratori degli ospedali maggiori della provincia (Cento, Argenta e Lagosanto) e di tutte le altre strutture sanitarie, in particolare Comacchio e Copparo. “Sono emersi disagi evidenti per i modelli organizzativi conseguenti ai tagli – spiegano le Rus in una nota – perché gli accorpamenti delle unità operative e la chiusura di interi reparti, comprese talune sale operatorie, determinano l’esigenza di variare le assegnazioni dei dipendenti, impiegandoli in contesti in cui molti di loro non hanno esperienze professionali di rilievo. Ciò che imbarazza è che, a fronte della esigenza di allargare nettamente le competenze degli addetti, la Asl non solo non abbia previsto un adeguato piano formativo, ma che contestualmente sia stata presa la decisione di dimezzare il fondo destinato alla crescita professionale, ai progetti e agli interventi di formazione”.

Una denuncia e una presa di posizione forte, dunque, che mette in dubbio l’efficacia del piano di riorganizzazione con conseguenti disagi non solo sul personale, ma sugli stessi utenti del servizio. “Quello della crescita professionale – spiegano infatti le Rus dell’Asl – è un altro punto nevralgico, di forte preoccupazione, per i dipendenti della Asl. Infatti, mentre cala l’occupazione, si stravolgono i servizi degli ospedali provinciali e si ricollocano le risorse umane indipendentemente dalle esperienze maturate, la direzione generale osteggia gli sviluppi professionali e procede nel tagliare le figure di coordinamento del Comparto”.

Tutto questo avverrebbe per una sottovalutazione delle problematiche connesse alle chiusura estive “adducendo spesso che tali riduzioni  siano modelli consolidati e che, per questo, l’impatto sulla cittadinanza sarà comunque minimo”. Per le Rus aziendali, invece, “non è comprensibile l’atteggiamento all’insegna del ‘tutto va bene’, come non può essere condiviso mai l’approccio all’insegna dell’allarmismo gratuito, che spesso purtroppo caratterizza le discussioni su queste temi”.

Correttezza vuole, secondo le Rsu, che con si finga di non cogliere i disagi e i disservizi potenziali “di una strategia che riduce enormemente i servizi degli ospedali provinciali, attraverso un approccio organizzativo fatto di tagli lineari e poco rispetto per chi lavora, e che lascia intravvedere la tendenza ad un modello futuro di sanità pubblica provinciale con meno servizi, meno lavoro e meno qualità”.

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