Comacchio. “Abbiamo depositato una risoluzione per capire quale sia, veramente, la posizione della maggioranza sull’Ospedale San Camillo di Comacchio”. E’ l’annuncio di Giovanni Favia, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, che aggiunge “qui qualcuno è l’amico del giaguaro”.
Nel 2001 il presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, firmava un accordo di rimodulazione organizzativa dell’Ospedale, assieme al Comune e alla Provincia. Nel 2003 vennero stanziati 8 milioni di euro per favorire il nuovo assetto e, nel 2006, alla presenza di Errani e delle più importanti autorità cittadine e provinciali, è stato firmato un nuovo protocollo per la riorganizzazione dell’ospedale, che integra e modifica l’accordo del 2001.
“Il nuovo accordo – spiega Favia – ribadisce che l’Ospedale S. Camillo di Comacchio fa parte della rete integrata dei servizi ospedalieri aziendali e interaziendali e che le sue strutture semplici e complesse costituiscono parte integrante dell’Ospedale del Delta, il che – spiega ancora Favia – sembrava garantire la giusta collocazione del San Camillo nel sistema regionale. Ma qualcosa è andato storto, e l’accordo disatteso: si prevedevano 81 posti letto, ma nel 2010, all’inaugurazione dopo la ristrutturazione, ne erano rimasti solo 54. Ops. Il ridimensionamento è evidente e continuo, e sul San Camillo grava l’ombra delle famigerate ‘Case della Salute’ e dell’Ospedale del Delta in cui, per ammissione dello stesso assessore Carlo Lusenti, verranno trasferiti la degenza chirurgica ordinaria, day surgery e l’endoscopia digestiva”.
“I comacchiesi – conclude il consigliere Favia – sanno di non potersi permettere di perdere un presidio ospedaliero funzionante in nome di una razionalizzazione che tale non è. La maggioranza che governa la regione e sostiene il candidato sindaco avversario di Marco Fabbri dovrebbe spiegare il controsenso interno. Se Marco verrà eletto, non faremo un passo indietro sul San Camillo e chiederemo di rispettare gli accordi del 2006.”
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